Ascoli, Cardinaletti: “Contenti del girone d’andata. Salvezza e crescita le priorità”


11 gennaio 2017 - 12:29
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Futuro bianconero e futuro di Orsolini. Ne parla questa mattina l’Amministratore Unico Andrea Cardinaletti, fiducioso di proseguire questo progetto Ascoli Picchio che si sta incanalando su binari giusti: “Siamo partiti in estate con un progetto chiaro e, ad oggi, siamo soddisfatti di dove siamo. Quando parlo di “noi” intendo sia il presidente Bellini, quanto ai soci e tutta la parte azionaria”. Elencando poi i 12 punti cardine del progetto triennale dell’Ascoli Picchio (dalla vittoria al rispetto, dal fatto che la società venga prima delle persone singole all’identità italiana e ascolana con giocatori di marca picena), Cardinaletti verte il discorso sulle strutture: “Abbiamo avviato tutte le attività necessarie per il Picchio Village. I lavori sono di fatto iniziati, dopo che la parte burocratica ci ha portato via un mese e mezzo in più del tempo che pensavamo. Saremo vincenti anche grazie ad un luogo di lavoro vincente. Entro fine campionato tutte le squadre saranno spostate al Picchio Village: la prima squadra sarà a stretto contatto con la Primavera, la Primavera stessa con gli Allievi e così via. In campo c’è anche un progetto scouting con il consolidamento di una rete di ricerca di talenti. Questo fa si che in caso dovesse cambiare il direttore sportivo o qualche componente, l’Ascoli Picchio abbia in se una banca dati di giocatori, a prescindere da chi li gestirà. Lo stadio? Crisi superata riconsegnando una curva sud provvisoria. Conto nelle prossime ore di aprire un tavolo con il Comune di Ascoli Piceno per una concessione pluriennale che consenta all’Ascoli anche di fare investimenti per una struttura definitiva”.

Occhio e pensiero anche al campo: “Lanni, Mengoni, Carpani, Giorgi, Bianchi, Cacia, Cinaglia e Pecorini sono tutti giocatori che abbiamo voluto come nucleo portante di questa società per voglia, professionalità, attaccamento alla maglia. A questi si sono uniti molti giovani: non solo Orsolini ma Paolini, Quaranta e Parlati ma anche Florio, che stiamo spostando, sono una risorsa indispensabile e imprescindibile per l’Ascoli Picchio. Siamo contenti del lavoro che è stato fatto sino ad oggi sia dall’area tecnica che dal nostro direttore sportivo, oltre che all’area medica (che sta crescendo molto rispetto allo scorso anno), fermo restando che siamo concentrati sul nostro obiettivo, ovvero una salvezza tranquilla”. Si tocca anche eventuali rinnovi di contratto: “A questi giocatori chiave stiamo ovviamente cercando di prolungare ed sistemare i contratti per far si che il nucleo rimanga con noi a lungo. Accanto a questo, ripeto, c’è la valorizzazione dei giovani. Spero che la squadra possa continuare il percorso così attento per raggiungere prima possibile l’obiettivo della salvezza“. Le insoddisfazioni? “Sono abituato a guardare avanti, ma anche ad analizzare cosa c’è dietro. Sono stati sei mesi particolari con un evento drammatico che ci ha investito fisicamente e psicologicamente. Evento gestito bene, trasformando in benefici dei disagi evidenti”.

Ed il mercato?: “Lo stiamo affrontando in maniera decisa. Il driver nostro è soltanto migliorare la squadra. Ciò significa che non abbiamo nessuna fretta di cedere Orsolini. Il giorno in cui dovessimo cederlo dobbiamo pensare di rinforzarla. Dobbiamo essere attenti nei confronti delle società che hanno giuste attenzioni per un grande giocatore, destinato a fare una carriera importante che noi non vogliamo e possiamo impedire. Il giocatore deve finire il suo campionato qui perché la squadra la vogliamo rinforzare e non indebolirla. Cacia uno degli attaccanti più forti non solo della Serie B, con un giovane importante che è Favili, con Perez che è sempre un punto cardine. Dunque, anche dovessimo intaccare qualcosa in questo reparto, non lo faremo spostando certi equilibri. Chi gioca per noi, finché è qui, noi diamo fiducia, loro ci danno il massimo impegno e quindi sono inevitabilmente utili. Lazzari? Ha giocato poco e niente ma è un giocatore importante di cui non possiamo fare a meno. Gigliotti doveva giocare titolare, non è stato così perché Mengoni si è rivelato davvero in grande status, ma che è un altro giocatore importantissimo per il nostro equilibrio. Da quando è arrivato il presidente Bellini ad oggi, grazie ad un processo, possiamo affrontare ogni mercato sapendo che i tempi dei ‘ragazzi in prestito da valorizzare’ sono finiti. Possiamo presentarci acquistando giocatori a titolo definitivo. Il metodo è prendere dei ragazzi a titolo definitivo e valorizzarli prima di patrimonizzarci sopra. Io non lavoro per me ma per l’Ascoli Picchio e per quello che l’Ascoli Picchio dovrà fare nei prossimi 10 anni (non due..), quando io magari neanche ci sarò più. Si deve lavorare per un futuro di lungo termine, altrimenti non avremo futuro. Così si potrà tornare ad un futuro glorioso come quello che è stato il passato”.

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