I gol all’Ancona e la scritta Superman, ‘Il Re Leone’ Aruta ricorda: “Ascoli e Benevento due città del mio cuore”

0
2089

La 40^ giornata di Serie B, terzultima della stagione, porterà ad Ascoli la squadra del Benevento, quinto in classifica e in piena zona play off. Tra i tanti ex che hanno vestito le maglie di entrambi i club, un giocatore molto gradito per l’impegno ed il sudore che metteva nel rettangolo verde era certamente Sossio Aruta, soprannominato Il Re Leone per la fame e la capigliatura: “In quegli anni a Benevento ero davvero il Re Leone al completo – dice Aruta ad AscoliLive.it – Con la cattiveria, i capelli lunghi e la possibilità di fregarmene di tutto, combattendo sempre al massimo. Poi mi sono calmato”. Sossio Aruta, nato il 9 dicembre del 1970, nella sua carriera ha vestito più di 25 maglie, con 368 gol (obiettivo 400). Questa sua avventura lunga una vita sarà raccontata anche nell’imminente uscita della sua autobiografia, intitolata “Yo soy un pajaro – io sono un falco” che uscirà a settembre di quest’anno.

Sossio Aruta, 67 presenze e 24 gol con la maglia del Benevento, 46 presenze e 13 gol con quella bianconera dell’Ascoli. Due avventure che sono rimaste nel cuore?
“Assolutamente si. Ascoli e Benevento sono due città eccezionali, che amo alla follia. A queste piazze ho dato tutto ed ho ricevuto molto, onorando sempre la maglia che indossavo. E non parlo solo del campo da gioco, ma delle città stesse, delle società e soprattutto dei tifosi. Con i tifosi ho sempre avuto un rapporto davvero speciale, che ho ricambiato con tutto il mio sudore”.

Rimpianti?
“Mi dispiace solo non aver potuto vincere nulla ad Ascoli, anche se sono stato protagonista di quella stagione che ci portò a perdere lo spareggio Play Off contro l’Ancona a Perugia”.

A proposito dei derby contro l’Ancona, tu sei riuscito più volte a segnare in quelle occasioni..
“Si, ho sempre fatto gol. Ricordo i duelli con Nocera. Diciamo che non era il più simpatico e ce ne davamo tante in campo. Ricordo anche una rissa in un sottopassaggio ad Ancona, dove con me c’erano anche Aloisi e Bucaro. Il mio sogno era stato sempre quello di far gol in queste partite, e ce l’ho sempre fatta. Questo sicuramente ha rafforzato anche il mio legame con la tifoseria”.

A Benevento invece hai giocato di più..
“Sono due piazze che metto tra quelle che adoro maggiormente. Sono tornato allo stadio in Campania per un Benevento-Salernitana, come invitato. La gioia è stata indescrivibile, da brividi quando in cinquemila hanno cantato il coro dedicato a me. Di quei periodi ricordo una finalissima play off in cui perdemmo. Io avevo già firmato per il passaggio a Pescara ma misi in campo tutta la mia grinta. Purtroppo andò male. Poi ricordo un play out per rimanere in C1, giocato in casa della Nocerina, dove segnai un gol al novantesimo”.

Una bella soddisfazione?
“Dico solo che andai ad esultare sotto il settore dei tifosi della Nocerina, mi tolsi la maglia e sotto ne avevo una con la “S” di Superman. Presi una marea di insulti ma fu una giornata storica”.

Tra i mille impegni: il calcio, Uomini&Donne, l’imminente uscita dell’autobiografia, sei riuscito a seguire le sorti delle due squadre in questo campionato?
“Certo, le ho seguite e seguirò la partita di sabato. Ovviamente le due squadre hanno obiettivi diversi, quindi i spero che il Benevento riesca ad andare in Serie A e che l’Ascoli possa salvarsi. Sono due piazze importanti ed entrambe meritano di raggiungere i propri obiettivi”.

Matteo Rossi

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Moderazione dei commenti attiva. Il tuo commento non apparirà immediatamente.