Pillole di memoria: quando il raccattapalle Citeroni salvò l’Ascoli dal poker del Bologna di Savoldi e Bulgarelli

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di Andrea Ferretti

Faceva freddo ma non pioveva. Seguii quella partita dal parterre, lo spazio sotto la tribuna centrale, insieme a mia madre, mio zio e i miei cugini. Lo ricordo bene perché quello fu il campionato che precedette il mio esordio in tribuna stampa. Era il 12 gennaio 1975, per l’Ascoli il primo campionato di serie A. Avevamo ancora le mani sporche di vernice bianca e nera con la quale continuavamo a pitturare di bianco e nero gli alberi di viale Treviri. Oggi come minimo ci denuncerebbero ma in quel periodo ci mancava quasi che anche le auto di Carabinieri e Polizia fossero verniciate con quei colori. L’entusiasmo era alle stelle e soprattutto contagioso. Ma quel giorno l’Ascoli di Rozzi e Mazzone stentò molto e le prese dal Bologna. La squadra si sarebbe poi trasformata da lì a qualche settimana e nel girone di ritorno vinse gare decisive al “Del Duca” e strappò preziosi pareggi lontano da Ascoli. Era una A 16 squadre dove una salvezza equivaleva allo scudetto. Tornando a quella domenica pomeriggio. L’Ascoli pareggiò con Zandoli il vantaggio iniziale dei felsinei firmato da Landini, ex enfant prodige di Roma e Juve al quale un infortunio al ginocchio rovinò la carriera, compresa la sua avventura ascolana che iniziò dopo pochi mesi. Il primo tempo si chiuse sull’1-2 perché Beppe Savoldi, uno che la porta la vedeva sempre, e che avrebbe poi fatto esultare anche i tifosi del Napoli, segnò prima dell’intervallo. Nella ripresa, sul finale, riecco Beppe gol. Gara finita? Macchè: imbucata di Bulgarelli, mica uno qualunque, per il solito Savoldi, tocco di destro, disperata uscita di Masoni (nell’intervallo era subentrato a Grassi), e palla diretta all’angolino destro della porta dell’Ascoli.

8236179335a9d675af20dbc4ce5ebe93-1333362009A quel punto accadde una cosa che non è più accaduta, almeno in serie A. Appoggiato su quel palo se ne stava un raccattapalle, un ragazzino che scoprii poi aveva un anno più di me il quale infilò il piede nella rete calciando il pallone che l’arbitrò battezzò finito sul palo. Il Bologna protestò molto, i difensori dell’Ascoli continuarono a giocare facendo ripartire l’azione che manco si concluse perché l’arbitro Barbaresco di Cormons fischiò tre volte. Le proteste continuarono anche dopo la partita. Le immagini, anche se sbiadite e in bianco e nero, svelarono l’arcano. I mezzi tecnici erano quelli che erano e le telecamere (al massimo un paio) erano solo Rai. La stessa Rai che la settimana successiva invitò Domenico Citeroni – si chiama così oggi quell’ex ragazzino ormai 56enne, nella foto in alto intervistato da Sky – alla “Domenica Sportiva” insieme a Savoldi (nella foto, oggi a 68 anni) nella cui carriera quella rete non gliela ridarà nessuno. Citeroni venne poi corteggiato da tv, radio e giornali e negli anni successivi (anche recentemente) è stato chiamato diverse volte per ricordare quel giorno che lo ha reso il raccattapalle più famoso d’Italia di tutti i tempi.

ASCOLI-BOLOGNA 1-3

ASCOLI: Grassi (1’st Masoni), Minigutti, Legnaro, Colautti, Castoldi, Salvori, Macciò, Vivani, Zandoli, Gola (1’st Calisti), Campanini. All.: Mazzone.

BOLOGNA: Adani, Roversi, Cresci, Bulgarelli, Bellugi, Maselli, Ghetti, Pecci, Savoldi, Massimelli (43’st Battisodo), Landini. All.: Pesaola.

ARBITRO: Barbaresco di Cormons.

MARCATORI: 5’pt Landini (B), 34’pt Zandoli, 40’pt e 39’st Savoldi (B).

NOTE: spettatori 12.565, ammonito Vivani (A), angoli 6-1 per il Bologna.

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