Il presidente mecenate che manteneva l’Ascoli da Parigi: 50 anni fa moriva Cino Del Duca

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di Bruno Ferretti

Ricorre oggi, 23 maggio 2017, il 50° anniversario della morte di Cino Del Duca, ex presidente mecenate dell’Ascoli fra la metà degli anni ’50 fino al 1967, quando morì a 68 anni. Al suo nome, e a quello del fratello Lillo, è delicato lo stadio di Ascoli Piceno, ma anche una via, quella che unisce Piazza del Popolo con Piazza Simonetti, sede della Prefettura. Del Duca era appassionato di calcio è da Parigi, dove si era stabilito, inviava ogni anno alla dirigenza bianconera il denaro necessario per mantenere l’Ascoli in Serie C viste le modeste risorse economiche di cui disponeva il club bianconero.  In quei campionati non c’erano sponsor, diritti televisivi o altri introiti. Fu proprio Del Duca (che aveva la carica di presidente onorario) ad acquistare gli appartamenti in Corso Vittorio Emanuele (un intero piano) che, dopo la sua morte, vennero lasciati al Comune di Ascoli con l’impegno di affidarli alla società calcistica per farne la propria sede. E così è ancora oggi.

La squadra bianconera, che si difendeva onorevolmente in Serie C, si è chiamata Del Duca Ascoli fino alla stagione 1972-1973, quando – con la promozione in Serie B – diventò “Ascoli Calcio 1898 Spa” per volontà di Costantino Rozzi che da quattro anni ne aveva assunto la presidenza.

Cino Del Duca era nato a Montedinove, piccolo comune nell’entroterra di Ascoli. Presto dovette lasciare gli studi per aiutare la famiglia: il padre Giosuè (un piccolo imprenditore) e la madre Celsa Traini. Impegnato nella lotta antifascista – tanto da finire anche in carcere – Cino partecipò nel 1917 alla Prima Guerra Mondiale. Nel 1929 si trasferì a Milano dove fondò la casa editrice “La Moderna” che in breve tempo ebbe uno straordinario sviluppo grazie soprattutto alla pubblicazione de “ll Monello” e “L’Intrepido” che ebbero grandissima diffusione a livello nazionale soprattutto fra i giovani. Successivamente Del Duca andò a Parigi dove sposò madame Simone, nobildonna francese. Lavorando sodo riuscì a creare un vero e proprio impero editoriale attraverso la pubblicazione di riviste popolari (come “Stop”) che riscossero particolare successo. Nel 1953 diventò anche un importante produttore cinematografico e tre anni dopo fondò, in Italia, il quotidiano “Il Giorno”. La “Fondazione Simone e Cino Del Duca”, ancora oggi gestita dall’Institut de France, conferisce ogni anno un Premio culturale di livello mondiale, considerato secondo solo al più famoso Premio Nobel che ogni anno viene assegnato a Stoccolma. Non per niente Cino Del Duca è sepolto a “Pere Lachaise”, il cimitero storico di Parigi dove riposano i grandi personaggi.

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