Colle San Marco in stato di completo abbandono: una situazione surreale

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di Andrea Ferretti

Ci vorrebbe una mega raccolta firme, ma forse non basterebbe nemmeno una sommossa popolare. Niente di tutto questo. Colle San Marco (Ascoli) non interessa a nessuno, forse manco ai pochissimi residenti che si fanno (giustamente) gli affari loro nei pochi metri quadrati di proprietà. Il pianoro è una peculiarità che mezzo mondo invidia alla città di Ascoli, non fosse altro per il panorma mozzafiato che si può ammirare, l’aria salubre, la possibilità di trascorrere qualche ora in un luogo che sembra fuori dal tempo ad appena dieci minuti di auto dal centro, che tante città possono al massimo disegnare su un foglio di carta.

Vicino al Centro Sportivo una targa inneggia a pulizia e quiete: una delle due parole è di troppo
Il campeggio, danneggiato anche dalle nevicate, sembra un luogo abbandonato

Colle San  Marco – è bene ricordare che si tratta di una frazione del Comune di Ascoli Piceno – un tempo era anche una località legata allo sport grazie al Centro Sportivo dedicato a Giulio Franchi e perfino sede del ritiro estivo dell’allora Ascoli Calcio. Oggi, però, la gente non si ricorda di Colle San Marco manco quando lo attraversa in auto per raggiungere le piste innevate di Colle San Giacomo e Monte Piselli.

Un vialetto del Centro Sportivo: abbandonato e ostruito da rami crollati sotto il peso della neve
Uno dei campi in cemento: rete di recinzione distrutta, pali dell’illuminazione spezzati

A Colle San Marco, dove per anni si è vissuto sul rimpallo di responsabilità tra Comune e Provincia, viene data una sistematina giusto alla vigilia della “Coppa Paolino Teodori”, la corsa automobilistica da anni relegata sui tornanti tra San Marco e San Giacomo.

Quel che resta di un campo da tennis, si cela dietro questo angolo di foresta amazzonica
Di alcuni campi da tennis (cemento e terra) è incredibilmente rimasto a malapena il fondo

Poi, per carità, c’è l’immancabile passerella annuale del 25 Aprile e allora scatta l’altra sistematina perchè l’anniversario della Liberazione prevede la doppia cerimonia al Cippo e al Sacrario dei Caduti della Resistenza. E lì, vuoi mettere, sono presenti le massime autorità civili e militari.

Vada per l’incuria, vada per la neve: questi danni alla staccionata sono opera dell’uomo
E non sono certo state le intemperie a distruggere anche il contentore dell’immondizia

Le parole contano purtroppo ben poco. I fatti dicono  invece che sarebbe il caso di cancellare innanzi tutto il nome di Giulio Franchi da quella targa davanti a quello che una volta era l’ingresso di ciò che resta del Centro Sportivo. Proprio quel Centro che a un certo faceva moda e tendenza nel contesto di un città (manco 50.000 abitanti: città?) chiusa, di nome e di fatto, tra montagne e soprattutto tonnellate di ipocrisia. Lo stesso Centro che venne rimesso in sesto e re-inaugurato nell’estate 2015 con strombazzamenti del tipo “venite, venite gente, portate i vostri bambini, ma ben vengano intere famiglie!”. Come minimo, non è giusto ricordare quel grande uomo che fu l’avvocato Giulio Franchi in uno scenario terzo mondo che dovrebbe far vergognare, ma proprio seriamente, tutti gli attori che hanno recitato in questo film senza nè capo nè coda.

Quello che rimane di un campo di bocce che si trova accanto a un punto di ristoro
Il secondo campo di bocce: anche di questo resta solo un lontanissimo vago ricordo

Vedere per credere. I fattori che hanno ridotto il pianoro, in particolare la zona del Circolo Tennis sono tre e li capisce anche un neonato. All’incuria e all’abbandono generale vanno sommati la recente super nevicata e gli atti di teppismo, facilmente attuabili in un luogo – non sperduto di alta montagna ma una frazione del Comune di Ascoli Piceno – dove l’ultimo mezzo delle forze dell’ordine forse si è visto nell’estate 2016. L’elenco di ciò che è deturpato e/o distrutto e quindi inutilizzabile è davvero lungo.

Volete dare due calci a un pallone? Occhio agli escrementi dei cavalli: vedere per credere

Meglio lasciare spazio alle foto. Comprese quelle che testimoniano come nei pochi spazi verdi è presente una miriade di escrementi di cavallo che costringono i pochi coraggiosi che si avventurano a San Marco a starsene fermi o improvvisare gimkane.

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