Ascoli Picchio: a Carpi per fare il colpaccio ma è emergenza difesa. Perez da beniamino a separato in casa

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di Bruno Ferretti

Se il Carpi è quello visto in Tv lunedì sera a Terni, l’Ascoli sabato prossimo avrà la possibilità – facendo tutti gli scongiuri del caso –  di vincere la partita. Non è eccesso di ottimismo ma una realistica constatazione. Nel posticipo che ha concluso la 12esima di andata, il Carpi ha pareggiato 0-0 a Terni subendo il gioco degli umbri dall’inizio alla fine. La squadra emiliana, impegnatissima a difendersi con sette/otto giocatori, raramente ha superato la metà campo tirando in porta solo due volte, peraltro senza pericolosità. Di contro è stata sempre sotto pressione e il suo portiere Colombi ha dovuto fare gli straordinari (il palo lo ha salvato sul colpo di testa di Montalto a metà ripresa). L’Ascoli cerca riscatto dopo il 3-0 di Bari e sabato dovrà andare a Carpi con la convinzione di potercela fare, ricordando lo 0-2 del passato campionato con doppietta di Orsolini.

Maresca e Fiorin sono alle prese con problemi di formazione viste le condizioni fisiche non ottimali di Padella, Mengoni e Baldini, nonché la squalifica di Gigliotti (nella foto) per una giornata. Se gli acciaccati non dovessero recuperare, la coppia centrale difensiva sarà ancora composta da Cinaglia e De Santis con Mogos e Mignanelli difensori esterni. A centrocampo, invece, c’è abbondanza con Addae e D’Urso possibili alternative dei titolari Buzzegoli, Carpani e Bianchi. Al centro dell’attacco Favilli, per i due esterni offensivi del 4-3-3 c’è solo l’imbarazzo della scelta, anche se Baldini non recupera.

IL CASO PEREZ – Nell’Ascoli di Bellini, chi saglia paga. Anche troppo. Non basta scusarsi. E’ il caso di Leonardo Perez, 28 anni, pugliese, da quattro anni in bianconero. Da diversi mesi vive da separato in casa. Perché? Secondo una corrente di pensiero, starebbe pagando il fatto di aver rifiutato, al mercato estivo, il trasferimento in una squadra di Lega Pro (c’erano diverse richieste per lui). Secondo un’altra corrente di pensiero, invece, Perez paga per quanto scritto sulla propria pagina lamentandosi di non giocare mai (“qualcuno mi vuole morto”). Fatto è che Perez è stato emarginato. Non è stato più convocato: come se non esistesse. Da beniamino della curva  a fantasma, la trasformazione è stata totale. Noi pensiamo che sia un errore perché tutti (una volta) possono sbagliare, e Perez non merita un trattamento così. Come sempre è stato fatto sarebbe bastata una multa, magari salata. A gennaio l’Ascoli cercherà nuovamente di cederlo ma se non gioca mai sarà più difficile trovargli una squadra. E in ogni caso lui dovrà essere d’accordo. Altrimenti  resterà – da separato in casa – fino alla scadenza del contratto. Una situazione antipatica che non conviene a nessuno.

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