Ascoli, il sindaco Castelli: “La sanità picena non va. Ceriscioli, se ci sei batti un colpo”


13 febbraio 2017 - 15:12
Il sindaco di Ascoli, Guido Castelli interviene sul delicato tema della situazione della sanità picena, che da tempo vive un momento di grande incertezza, tra tagli e ospedale unico.
Il primo cittadino avverte che " Tra Ascoli e San Benedetto, sul piano sanitario, c'è una frustrazione molto diffusa tra il personale medico e paramedico. Si vorrebbe fare meglio e di più ma l'organizzazione complessiva non consente di erogare salute come sarebbe giusto e come si potrebbe. Oggi nel corso della conferenza dei servizi di area vasta ho provato a spiegare come una parte non trascurabile della carenze che affligge l'area vasta 5 non dipende da valutazioni e scelte locali. Dipende al contrario dal budget, o meglio dal tetto di spesa, che la Regione e l'Asur assegnano annualmente alle varie aree vaste. Purtroppo nel caso del Piceno, il meccanismo del budget subisce una serie di distorsioni che penalizzano fortemente gli ospedali di Ascoli e San Benedetto. I nostri medici effettuano prestazioni di qualità anche in favore di pazienti residenti nelle Marche ma provenienti da altre aree vaste (specie Fermo e Macerata). I costi delle prestazioni sono cresciute del 9,76% tra il 2015 e il 2016 ma non ci vengono riconosciuti. Questo meccanismo determina un'erosione del nostro budget senza che questo aspetto venga tenuto in minima considerazione. Ancora più paradossale è la situazione della mobilità attiva extra regionale. La quantità di prestazioni rese in favore di pazienti abruzzesi, laziali ed umbri, già molto alta, è ulteriormente aumentata del 18,70% negli ultimi 12 mesi. Le prestazioni di otorino, oculistica, emodinamica, ortopediche ma anche di chirurgia e neurologia fanno la parte del leone. Le regioni di provenienza rimborsano il SSR del costo di queste prestazioni ma incredibilmente queste risorse non vengono restituite alla nostra area Vasta. Solo a titolo di rimborso di farmaci oncologici ad alto costo, la Regione nel 2016 ha trattenuto rimborsi per più di 350.000 euro pagati acquistati dal servizio oncologia dell'area vasta 5 per la terapia di pazienti non residenti. La regione e l'Asur, semplifico, si "arricchiscono" con le prestazioni erogate (doverosamente) in favore di pazienti non marchigiani dai nostri due ospedali."
Continua Castelli: "Il Piceno deve essere liberato da un meccanismo che ne deprime il potenziale sanitario.  E senza questo ripensamento preventivo, non ha neppure senso parlare di un Ospedale Unico del Piceno. Non si può iniziare dal tetto a costruire una casa. Questo è un compito della politica, in particolare, della Giunta Regionale, che deve chiarire se l'obiettivo è quello della massimizzazione del risparmio a carico del territorio piceno oppure una diversa e più efficiente organizzazione del servizio di salute. Ceriscioli, se ci sei batti un colpo".