Vergogna più, vergogna meno


19 novembre 2016 - 15:30
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Avevo titolato il mio “fondo” di ieri usando quattro volte la parola vergogna. L’ho fatto per farmi portavoce della maggior parte della gente (tifosi, sportivi e anche chi non sa niente di sport e di calcio) che in queste ore hanno commentato la farsa di quello che, in poche ore, è passato da rinvio, a posticipo, a campo neutro, ad annullamento, a dietrofront, fino al ritorno a casa con la margherita finale porte aperte o porte chiuse cui ha posto fine la decisione del sindaco Castelli.

Oggi ho cambiato idea e uso la parola “vergogna” non 4 ma 5 volte: vergogna, vergogna, vergogna, vergogna, vergogna. E che ognuno si prenda il suo “vergogna” personalizzato. Sono pronto ad aggiungerne un’altra mezza dozzina qualora Ministero dell’Interno e Federazione Italiana Gioco Calcio non chiedano lumi – rendendo ovviamente pubblici gli interventi – su quanto accaduto nel giro di pochissime ore dalla decisione – tale era a tutti gli effetti – di far giocare la partita a Pescara al dietrofront comunicato successivamente alla lettera degli Ultras biancazzurri in cui hanno preso una dura posizione sull’utilizzo del “loro” stadio.

Dopo il tifoso che nel marzo 2004 convinse Totti & C. a far sospendere il derby Lazio-Roma riferendo che all’esterno dell’Olimpico durante gli scontri era morto un bambino, pensavo di aver visto tutto. Non era vero, ma furono veri 9 arresti, 11 denunce e 2 carabinieri gravemente feriti. Stavolta, per fortuna, niente. Sarà stata l’ultima farsa? Assolutamente no, Anzi, vi anticipo la prossima. I tifosi che seguiranno la propria squadra dovranno essere sottoposti non solo ai controlli delle forze dell’ordine prima, durante e dopo partite e viaggi, ma dovranno avere anche il lasciapassare degli ultras di ogni territorio e di ogni località che verranno toccati durante la via crucis. Che nessuno si meravigli.