Ascoli Picchio, l’analisi dopo 8 giornate: bene il fuorigioco, ma ripartenze troppo lente


12 ottobre 2017 - 14:33
di Bruno Ferretti

Otto partite, otto punti. L'Ascoli di.Maresca e Fiorin (che stanno superando i dubbi e gli inevitabili pregiudizi di partenza essendo entrambi esordienti) sta seguendo la politica dei piccoli passi. Come tutte le altre squadre, del resto, vista la cortissima classifica: fra il terzetto di testa e quello di coda ci sono solo 7 punti di distacco. Non c'è memoria di un precedente così. L'equilibrio è totale e al momento non si capisce chi potrà lottare per la promozione e chi, invece, per la salvezza.

L'Ascoli, quart'ultimo, è a 6 punti dalla vetta. Se sabato riuscirà  a battere il Venezia, potrà compiere un bel balzo in avanti fin qui il rendimento casalingo dei bianconeri è stato fin qui deficitario con una sola vittoria (contro la Pro Vercelli di misura 1-0) e due gol realizzati (uno su rigore). E' il momento, insomma, di fare uno scatto in avanti per guadagnare qualche posizione. Contro il Venezia rientrerà Favilli (nella foto col ds Giaretta e mister Maresca) al centro dell'attacco reduce dagli impegni con la Nazionale Under 21. L'Ascoli ha bisogno dei suoi gol. E li aspetta con fiducia confidando nelle qualità del suo centravanti che alcuni considerano come il possibile erede di Bobo Vieri. Vedremo.

Sul piano tattico, con il modulo 4-3-3, nell'Ascoli sta funzionando bene la trappola del fuorigioco. Se ne è avuta riprova sabato scorso a Salerno dove la linea difensiva, avanzando in sincronia al momento giusto, ha causato l'annullamento di ben tre gol degli avversari (tutti per fuorigioco, appunto).

Dove l'Ascoli può e deve migliorare è nella costruzione del gioco offensivo. Buzzegoli, in veste di regista, ha portato ordine a centrocampo, ma le ripartenze spesso sono lente e gli avversari fanno in tempo a recuperare le posizioni difensive. Si dovrebbe eliminare qualche passaggio laterale di troppo e puntare con maggiore rapidità alla verticalizzazione della manovra: meglio provarci (e magari sbagliare il passaggio) piuttosto che far girare la palla lateralmente o addirittura indietro. Un difetto correggibile sul quale i due tecnici bianconeri potranno certamente lavorare.