Gianfranco Bellotto ad AscoliLive.it: “L’Ascoli è una grande squadra. Il quarto posto in serie A? Annata indimenticabile”

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di Matteo Mariotti

Gianfranco Bellotto, ex centrocampista dell’Ascoli dal 1977 al 1981, ricordato da tutti in città per la stagione della serie B dei record ma anche per il più grande piazzamento di tutta la storia dell’Ascoli in massima serie: il quarto posto della stagione 1979/1980. Domenica l’ex bianconero era presente allo stadio Del Duca per assistere al match tra Ascoli e Pontedera e ci ha voluto parlare di questo squadra che ha raggiunto la vetta ma senza tralasciare i periodi che ha vissuto in prima persona da calciatore.

Che Ascoli ha visto nella scorsa partita contro il Pontedera? “Ho visto un buon Ascoli dove ognuno cercava di contribuire al successo, al di là di alcune buone individualità è un Ascoli che si muove all’insegna della caparbietà e del collettivo.” 

Il Pontedera comunque ha dato del filo da torcere alla squadra bianconera, come ha visto gli avversari? “Il Pontedera è una squadra solida, che difendeva e ripartiva, ha creato anche delle opportunità, ma gli mancava qualcosina in avanti.”

Quale può essere stata la mossa tattica che ha permesso all’Ascoli di avere la meglio? “Credo che l’ingresso di Perez, che tra l’altro io conosco perché l’anno scorso era a Cittadella dove io andavo sempre a vedere le partite il sabato, e il cambio di modulo ha permesso alla squadra di creare qualcosa in più sotto l’aspetto delle occasioni. L’allenatore è stato bravo nella lettura della partita, ha cambiato qualcosa davanti e mettendo un attaccante.”

Conosce il tecnico dell’Ascoli Mario Petrone? “So che viene da un anno molto positivo passato a Bassano, però più di tanto non lo conosco. Comunque ritengo che stia facendo bene, guardando la classifica e vedendo come giocano.”

Lei ha giocato 4 stagioni ad Ascoli, facendo degli ottimi campionati, si è tolto grandi soddisfazioni quì, non è vero? “Io devo molto ad Ascoli, alla città, alla società. Ho passato lì 4 anni importanti, sono arrivato quando avevo quasi trent’anni. Ci siamo tolti delle grandissime soddisfazioni, ho avuto la possibilità di giocare in serie A che per ogni giocatore è il massimo, poi siamo riusciti ad arrivare anche quarti. Queste sono annate che restano nella storia, riuscire a raggiungere quella posizione in serie A senza dimenticare quando due anni prima siamo saliti dalla serie B facendo il record non è roba da poco.”

Quale è stato il ricordo di questa stagioni ad Ascoli a cui pensa con più piacere? “Ricordo con piacere tutti e quattro quegli anni, forse un po’ di più quell’annata quando feci il capocannoniere e arrivammo quarti. Il primo anno abbiamo fatto il record di punti in B che non è stato battuto neanche dalla Juve, gli altri anni in serie A abbiamo fatto bene, ricordo un briciolo più delle altre quell’annata che da centrocampista con Fabbri allenatore siamo arrivati quarti. Mi hanno attribuito 8 gol ma io in realtà quell’anno lì ne ho fatti 11, perché 3 gol furono considerati autoreti, quando in realtà il merito era di chi ha tirato in porta, non di chi l’ha difesa.”

Costantino Rozzi è un idolo per tutti i tifosi dell’Ascoli, che ricordi hai di lui? “Io ricordo benissimo quando Rozzi mi venne a trovare a casa per darmi la possibilità di venire ad Ascoli, è un ricordo eccezionale di una persona altrettanto eccezionale. Direi che ho un ricordo bellissimo di tutta la società e degli allenatori da Renna a Sensibile, sono ricordi di 4 anni fantastici. Venire ad Ascoli per me è sempre un piacere, ringrazio tutti i tifosi che mi hanno manifestato simpatia domenica tra primo e secondo tempo. Abbiamo una tifoseria eccezionale che io ringrazio profondamente.”