Ascoli Picchio, “il punto” di Andrea Ferretti: Ma Bellini dov’è?


27 novembre 2016 - 15:58

Se non si cambia registro sarà dura salvarsi. L'Ascoli è riuscito nell'impresa di farsi uccellare dal Brescia che in un colpo solo era privo di un centrocampista titolare (Sbrissa), dei due attaccanti titolari (Caracciolo e Torregrossa) e pure l'attaccante di riserva (Vassallo) che doveva giocare al posto degli squalificati. A fine partita si è incupito il portiere delle "rondinelle" perchè la società sembra non voglia riconoscergli il premio partita. Sono infatti stati analizzati i suoi guanti che erano immacolati visto che in 95 minuti ha compiuto una sola parata (la palla forse ha colpito il corpo) al 90° su Cacia. Aglietti in settimana farà studiare geometria ai suoi giocatori. Spiegherà loro che sul terreno di gioco c'è un rettangolo delimitato dalla linea di fondo e da altre tre strisce, che si chiama area di rigore, dove la squadra deve fare di tutto - a costa di nasconderlo sotto la maglia - per portare il pallone. In quel rettangolo, infatti, c'è Daniele Cacia il quale se in una partita gli arrivano solo due palloni ha la straordinaria capacità di trasformarne uno in gol. A Brescia, per sbaglio, ne ha avuto uno solo e gli è andata male.

Per il resto? Ancora una volta i giocatori hanno confuso il mordente usato per verniciare il legno con quello che serve in campo e che loro non hanno, e ancora una volta i "meno peggio" sono stati protagonisti della Serie C come Lanni, Mengoni, Addae e Carpani. Tutto dire. Mi sembra poi abbastanza chiaro che Perez ha generosità da vendere ma la B non è il suo (e di almeno una mezza dozzina di compagni di squadra) campionato. Ora si parla di una panchina che vacilla. Aglietti per me è bravo. E anche coraggioso quando questa estate ha accettato una squadra composta da semi sconosciuti giunti in prestito e/o a parametro zero e/o reduci da infortuni. L'impressione, però, è che non strigli abbastanza la squadra. Se non si cambia rotta, qua si retrocede. Al fattore tecnico si sta infatti sommando (non è finita) quello logistico, cioè uno stadio che non sarà più quello di prima. Come l'anno scorso, ci si può salvare anche all'ultima giornata. Ovvero la previsione fatta da Cacia (unico a cantare fuori dal coro) a inizio campionato: gli sono bastate poche settimane per capire che squadra gli era stata costruita attorno.

E il patron Francesco Bellini? In un momento così difficile (stadio a pezzi, fantasma campo neutro, lavori, squadra sballottata e poi in grossa difficoltà sul campo) sarebbe stato meglio e forse anche logico che fosse tornato ad Ascoli. Continua invece ad affidarsi e affidare tutto ad Andrea Cardinaletti. Che è bravo e preparato, per carità, ma che non è la stessa cosa. Il suo ritorno - dettato dall'amore per l'Ascoli - avrebbe sicuramente fatto star meglio i tifosi e tutto l'ambiente. Ma Bellini può essere nominato? Oppure vogliamo continuare con la storiella che qualunque cosa faccia, o come in questo caso non faccia, va comunque e sempre tutto bene perchè è stato lui a salvare l'Ascoli dal fallimento? Come diceva Totò: "Ma mi faccia il piacere!".