Ascoli Picchio, “il punto” di Andrea Ferretti: Quel “santino” di Cacia


22 ottobre 2016 - 19:37

L'Ascoli ha vinto, evviva l'Ascoli. L'arbitro ci ha messo del suo, evviva l'arbitro. Il Cittadella si lamenta e piange, evviva il Cittadella. Che però, meglio tenerne conto, nelle ultime cinque partite ne ha perse quattro. Tornano Cacia, e in parte Giorgi, e l'Ascoli torna a vincere e sorridere. Ma i tre punti di Cittadella diventeranno ancor più pesanti se ne arriveranno altrettanti martedì con la Salernitana. Aglietti, finora senza dubbio il migliore in campo dell'Ascoli, torna a respirare dopo essersi superato nel mantenere la calma in un momento complicato come quello che ha preceduto lo 0-1 di Cittadella. L'Ascoli riprende coraggio e lo fa grazie al suo "santino" preferito, che non è quello che il portiere Coppola attaccava sul palo della sua porta ma un Daniele Cacia capace di toccare 5 palloni sfiorando un gol e segnarne un altro che non ci credi manco se lo vedi dieci volte al rallenty. Basterà solo lui per salvare l'Ascoli? No, Cacia da solo non ce la farà, a meno che il buon Dio non decida di bissare il miracolo in riva al Tronto nel giro di dodici mesi. Aglietti lo sa bene. E lo sanno anche i giocatori i quali, grazie alla presenza del loro leader (non ce ne voglia Giorgi ma le cose stanno così), potranno solo fare meglio. Magari Orsolini comincerà a segnare qualche gol in più e dribblare qualche avversario in meno. Magari Cassata acquisirà continuità. Magari Gatto alzerà di più la testa quando si imbizzarisce in fase di ripartenza. Magari Giorgi dimenticherà come sono fatti medici e fisioterapisti. Magari Augustyn disdirà l'abbonamento che prevede un errore madornale a partita. Magari Addae non perderà più la testa senza motivo mettendo puntualmente i compagni nei guai. Magari cominciamo con la Salernitana.