Ascoli Picchio: “il punto” di Andrea Ferretti: Capitan Futuro

0
901

Dopo il pari col Venezia, e in vista della sfida di Terni, dedico “il punto” sull’Ascoli Picchio a Gianluca Carpani: gol importante contro il Venezia e prossimo a tagliare un traguardo storico per la sua ancora giovane carriera.

Pergolizzi forse non lo conosceva, Giordano gli regalò l’esordio, Destro lo fece giocare, Petrone pensava che per la B non era buono, Mangia gli dette fiducia, Aglietti se poteva ne faceva a meno, Maresca e Fiorin dopo la prima di campionato hanno capito che il titolare è lui e, soprattutto, che nel centrocampo a tre diventa indispensabile. Gianluca Carpani, 24enne ascolano doc, risponde da sempre con i fatti tanto da essere capace di far dimenticare anche all’ultras del Picchio più incallito di aver giocato tre anni nella Samb. In rossoblù ci finì attraverso il Borgo Solestà (squadra dilettanti ascolana con un invidiabile settore giovanile) che lo “recuperò” dalle giovanili dell’allora Ascoli Calcio i cui tecnici non l’avevano ritenuto idoneo per gli Allievi, figuriamoci per la Primavera. Gianluca aveva appena 17 anni e tornò a casa, cioè al Borgo Solestà società alla quale deve tutto.

Un altro al suo posto forse avrebbe mollato tutto. Lui no. Suo padre Giuliano è uno dei tecnici del settore giovanile del Solestà. Il fratellino Raffaele, 12 anni, è lì che ha tirato i primi calci e ora, sulle orme del fratello, è passato nelle giovanili dell’Ascoli. Capitò che un giorno, affrontando la squadra di Porta Cappuccina, alla Samb non ci volle molto per capire che quel ragazzo era sprecato per una squadretta di quartiere. A San Benedetto, in tre campionati di Serie D, collezionò 53 presenze segnando 9 gol: niente male per un centrocampista che nel suo ruolo per due anni fu tra i migliori di tutta la Quarta Serie italiana. Alla festa della promozione in Lega Pro, poi sfumata per problemi finanziari, c’era anche lui. Era l’estate 2013 quando venne ri-acquistato dall’Ascoli che faceva la Lega Pro e lo impiegò 16 volte. Era la stagione del fallimento dell’Ascoli Calcio, ma anche della nascita dell’Ascoli Picchio. Lui c’era (segnò anche 3 gol), e c’è ancora: unico superstite dello storico cambiamento.

Gianluca Carpani impegnato in Ascoli-Spal

In quel torneo i suoi allenatori furono Pergolizzi, poi Giordano e infine Destro. Fu Giordano a regalargli l’esordio tra i professionisti il 24 novembre 2013: a Perugia subentrò a Schiavino dopo 26 minuti poi a metà ripresa segnò anche il gol dell’effimero 2-1 nella gara che si chiuse 3-2 per i grifoni. Ancora due settimane e l’8 dicembre 2013 (Benevento-Ascoli 2-0) arrivò l’esordio da titolare. L’anno successivo, con l’avvento di Petrone, giocò molto (28 presenze) e segnò 4 gol, uno dei protagonisti del ritorno in B targato 2015. Si pensò (sbagliando) che il nuovo campionato gli andasse stretto. Del resto lui, oltre che educato e rispettoso, è anche uno che non alza mai la cresta, corre per due, lotta su tutti i palloni, è abile nel gioco aereo ed ha il fiuto del gol. Alla fine le presenze con Petrone e poi con Mangia furono comunque 21.

Lo scorso anno giocò 27 volte (con un gol) con Aglietti che, comunque, non lo vedeva più di tanto. Quest’anno già 7 presenze su 9, comprensive del gol della riscossa al Venezia. Centrocampista duttile, in cinque campionati, ha ricoperto tutti i ruoli tranne portiere e centravanti. In un’altra squadra sarebbe il capitano. Ma vuoi l’età e vuoi che gli manca l’etichetta di “titolare fisso” (in passato ha fatto la panchina anche a calciatori come Randall, Storani e Scicchitano), per la fascia al braccio è solo questione di tempo. Sabato a Terni, intanto, Gianluca va in tripla cifra ed entra nel club dei “Centenari del Picchio”. La favola continua. La favola di “Capitan Futuro”.