Ascoli Picchio, “il punto” di Andrea Ferretti: E’ tornato mister Hyde

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Il dottor Jekyll torna dietro le quinte e, sempre ovviamente vestito a strisce bianconere, riecco spuntare mister Hyde. L’Ascoli di Mangia è questo e, da quando è sceso nelle Marche il tecnico milanese, sarà accaduto almeno tre volte. In terra umbra a rifarsi vivo – ispirato chissà forse anche dal voler vendicare la beffa delle beffe di quell’1-1 che spedì l’Ancona in B lasciando l’Ascoli a leccarsi le ferite in C – è stato mister Hyde. La trama del romanzo è stata di nuovo affidata a Devis Mangia, novello Robert Louis Stevenson, l’autore che a distanza di 130 anni ci ha dato conferma di quanto questo capolavoro aiuti a comprendere meglio persone e cose che ci circondano. L’Ascoli ha conquistato tre punti d’oro. Ma non di platino: saranno tali solo se sabato pagherà dazio anche il Cagliari. Sardi imbattibili? E perchè? Innanzi tutto ha perso 8 partite che non sono poche, ma va rispettata perchè ha un piede e mezzo già in A. Il Cagliari però, e anche l’Ascoli e i suoi giovani tifosi, ricordino che ai bianconeri nessun avversario può far paura al cospetto di uno stadio dove – quando gli ultras erano i loro padri – hanno tremato anche la Juventus, il Milan e il Napoli più forti di tutti i tempi.

Se il Perugia visto contro l’Ascoli doveva essere una squadra che puntava ai playoff, cresce il rammarico dell’Ascoli di non essersi inserito come terzo incomodo nella sfida ad alta quota tra Cagliari e Crotone. Appurata la scarsa credibilità degli umbri, contestati più dai giornalisti che dai tifosi, resta il fatto che l’Ascoli ha cambiato volto in una settimana e, come si diceva una volta, è stato cinico e spietato. Ripartiamo allora dalla carica di Mangia; dalla strigliata di Cacia (ancora una volta tra i migliori), dal momento magico di Orsolini che gioca (fa pure il terzino…) con la sicurezza del veterano e se ne sono accorti pure mister e compagni; dalla saracinesca che Lanni alza a suo piacimento; da Addae che non aveva mai sbagliato così poco chiudendo addirittura il conto con un gol alla Inzaghi; da Bianchi che ha finalmente dimostrato di sapere attaccare e difendere con uguale intensità; da Jankto che il prossimo anno vedremo in A con l’Udinese e fra tre stagioni in una big europea; da Canini che finalmente ha azzeccato una partita; da Dimarco che pare l’Inter riprenderà ma per farlo giocare sarà costretta a chiamarlo Dimarkomo. Infine Petagna. Il futuro atalantino che non ha giocato e che, quando tornerà in campo, sicuramente scalpiterà più di prima. Bene anche lui.

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