Ascoli, Quintana in lutto: se ne è andato Emidio Mattei “lu frate”

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di Andrea Ferretti

Un altro pezzetto di storia della Quintana se n’è andato. Si è svolto oggi ad Ascoli il funerale di Emidio Mattei, meglio conosciuto come “Middie lu frate”, personaggio che ha legato e prestato il suo volto e la sua presenza alla Quintana fin dalla prima ora. Aveva 89 anni ed era quindi più o meno coetaneo di Alvaro Pespani e Emilio Nardinocchi, i due storici consoli scomparsi negli ultimi tempi. Aveva qualche anno in più di Giacinto Federici, il segretario dell’Ente Quintana scomparso proprio alla vigilia della recente edizione di agosto. E’ stato un personaggio del Sestiere di Porta Tufilla dove per tanti anni, e finchè ha potuto, ha sfilato nel ruolo di nobile. Lo stesso che ricopriva nelle decine di trasferte (quelle vere e non quelle attuali in cui i Sestieri al massimo arrivano a Castel di Lama) in Italia e all’estero quando la Quintana di Ascoli irrobustiva le basi di una rievocazione già solida ma che faceva ancora dell’immagine il suo cavallo di battaglia. Cioè quello che le ha permesso di decollare e distinguersi rispetto alle decine di improbabili Palii e Giostre cavalleresche che si svolgono nelle parti più disparate d’Italia.

Se ne va un pezzo del passato della Quintana, quello al quale non appartenevano vocaboli come risse e atleti. Mi piace ricordarlo quando nel 1994 la Quintana (cento rappresentativi figuranti e non solo sbandieratori e musici) fu protagonista per una settimana in Germania. Ero il responsabile di quella spedizione. Lui c’era. Prima di ripartire per l’Italia volle a tutti i costi portarsi dietro un boccale (ovviamente vuoto) di birra di quelli che trovi solo da quelle parti, in ricordo di una memorabile settimana. Non era in vendita e l’hotel dove alloggiavamo non voleva sentire ragione. Alla fine, però, quel boccale fu suo. Gli feci credere che la direzione dell’albergo aveva deciso di regalarglielo. In realtà, di nascosto, fui io che masticavo un pò di tedesco a convincerli, e lo pagai. Non l’avevo mai raccontato a nessuno, ma quel ricordo appartiene non solo a me ma anche a una Quintana che non c’è più. Sestieri all’erta, badate a voi e…. salutate il grande Middio.