Avv. Chiacchio ad AscoliLive.it: “Campitelli voleva essere ascoltato, il deferimento arriverà. La responsabilità diretta non esiste, tre punti per l’oggettiva”

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Dopo giorni di silenzio, sempre in attesa che la procura della Figc batta un colpo, torna a parlare l’avvocato Eduardo Chiacchio, difensore in sede federale del presidente del Teramo Luciano Campitelli, accusato di frode sportiva dalla procura di Catanzaro. In settimana dovrebbero arrivare i deferimenti per il caso Savona-Teramo, con Palazzi sempre più intenzionato a chiudere la partita entro metà agosto.

 Le parole di Eduardo Chiacchio ad AscoliLive.it.

Avvocato, ancora nessun avviso dalla procura sportiva?
“Dalla procura nessuna notizia. Ma a questo punto penso che non ci sarà alcuna audizione. Io rispetto tutti. Ognuno ha le sue idee e le sue strategie. Secondo me Campitelli sarebbe stato contento di essere ascoltato, la procura non ha esaudito le sue aspettative. Non giudico l’operato degli altri. Non interrogarlo sarebbe una decisione di una parte, della controparte del Teramo, cioè dell’accusa. In teoria quando non è sentiti si può pensare che la parte non venga deferita. Ma non penso sia questo il caso. A un avvocato che deve difendere non interessa il fatto di non essere ascoltati. Penso che il deferimento arriverà, ma non credo che dopo chiederemo di essere sentiti, anche se una parte che si ritiene tranquilla non ha timore di affrontare l’interrogatorio”.

Anche di Giuseppe potrebbe non essere ascoltato.
“Su Di Giuseppe non so nulla, se non leggiamo gli atti di cosa parliamo. Senza interrogatorio di cosa parliamo. L’avvocato di Di Giuseppe è l’avv. Libera D’Amelia. La procura stabilirà se ci sarà un’incompatibilità con la posizione Di Nicola. Solo in quel caso si penserà a chi difenderà la posizione di Di Giuseppe”.

Sente un’aria di giustizialismo intorno al caso Savona-Teramo?
“I processi vengono celebrati dinanzi gli organi giudicanti, non dai dirigenti federali. Ricordiamoci i casi Mauri, Conte, Milanetto: tutti giudicati ma in fretta prosciolti. Ci vogliono prove per condannare una persona. Due anni fa c’era un’aria più pesante di oggi. Ci sono dei precedenti nei quali c’erano prove inoppugnabili, ma poi sono stati tutti prosciolti dall’illecito sportivo. Anche se con responsabilità molto gravi. Per le carte che ho letto io sono fiducioso di poter difendere Campitelli e il Teramo”. 

E’ ancora convinto che il Teramo possa cavarsela con solo due punti di penalizzazione?
“Quando l’illecito è consumato ci sono stati sempre 3 punti di penalizzazione, se non consumato i punti sono due. I precedenti hanno un peso, non ci possono essere figli e figliastri. Serve un certo livello probatorio. Per le carte che ho letto io la responsabilità diretta non esiste proprio, su Campitelli non c’è nulla. C’è solo una chiamata di auguri per la promozione, ma di queste ne ha ricevute a centinaia”.

D.S.M.
AscoliLive.it