Il comico Dario Vergassola ad AscoliLive.it: “Ragazzi, ma perché vi sposate?”

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di Alessandra Addari

A poche ore dallo spettacolo al Teatro Romano di Ascoli, il comico ligure chiacchiera amabilmente con “Ascoli Live” di temi più o meno seri, senza rinunciare ad un pizzico di pungente ironia che da sempre lo contraddistingue.

L’abbiamo visto condurre le trasmissioni Rai Parla con Me, con Serena Dandini, Bulldozer, con Federica Panicucci ed Alle falde del Kilimangiaro, con Camila Raznovich; intervistare in modo bizzarro, all’interno del programma Zelig (Italia Uno), noti personaggi fra cui Simona Ventura, Michelle Hunziker, Elenoire Casalegno, Ambra Angiolini, Asia Argento, Martina Colombari; recitare nei film Nuda proprietà di Enrico Oldoini, Il mattino ha l’oro in bocca di Francesco Patierno, Affetti smarritidiretto da Luca Manfredi; scrivere libri, rubriche ed articoli per diversi giornali e magazine (Max, Left ed Il Venerdì); stasera vedremo Dario Vergassola interpretare, assieme al bravissimo David Riondino,  Achille e Priamo, il momento struggente dell’Iliade di Omero in cui il vecchio padre di Ettore va supplice alla tenda di Achille per chiedere la restituzione del cadavere del figlio.

Dalla comicità televisiva al teatro classico. Che è successo?
“Fondamentalmente in Italia ognuno può fare qualsiasi cosa, incluso diventare premier senza essere eletto! Scherzi a parte, lavoro da tempo con il talentuoso David Riondino utilizzando un format in base al quale io rappresento la parte ignorante mentre lui quella colta: lui fa una lettura seria, bella ed accurata mentre io faccio un po’ la peste, smorzando i toni seri del racconto; portiamo, così, in giro per l’Italia grandi classici come Madame Bovary, Don Chisciotte e La Traviata delle Camelie, accompagnata da un quartetto di archi e da una soprano cinese”.

Il pubblico di questi spettacoli è diverso da quello televisivo?
“È più o meno lo stesso, probabilmente abbastanza curioso, interessato a capire l’argomento perché attraverso questi spettacoli può farsi un’idea dell’epica o comunque di un qualcosa di più colto del solito; poi David (Riondino) è molto bravo a spiegare questi passi dandone una trasposizione teatrale assolutamente intelligente mentre io, da parte mia, interrompo i momenti più seri con un po’ di comicità per evitare di appesantire il tutto. È comunque un pubblico numeroso e molto attento e partecipativo, grazie anche alla qualità dei prodotti in tutte le loro componenti, basti pensare alla bravura della soprano Beibei Li nella Traviata delle Camelie”.

L’ha mai visitato il teatro romano di Ascoli, in cui si esibirà stasera?
“Sono già stato in precedenza ad Ascoli Piceno ma non ricordo esattamente se ho visitato o meno quel teatro. Sarà indubbiamente un luogo di grande interesse archeologico, cosa che ho imparato ad apprezzare, anche grazie al programma che co-conduco, Alle falde del Kilimangiaro, in cui ci occupiamo di posti meravigliosi”.

A proposito delle Falde del Kilimangiaro, cosa pensa della sostituzione di Licia Colò, per molti anni al timone di quella trasmissione?
“A Licia ero affezionato, era lei che mi aveva scelto al Kilimangiaro, e poi, dopo 15 anni di conduzione, quel programma era il “suo” e lei ne rappresentava l’immagine rassicurante; successivamente la Rai ha optato per questo cambiamento, proponendo una versione della trasmissione più giovanile, più veloce ed in questo senso la scelta di Camila Raznovich è stata azzeccata: lei è una sorta di “mitraglietta” che parla in maniera molto rapida, forse più di me, ed è adattabile a tutto, dai programmi musicali a quelli sul sesso, alle interviste. E’ stata una decisione di grande impatto; bisognerà poi capire bene come l’ha presa il pubblico.. però sento dire in giro che molte persone, anche se comprensibilmente dispiaciute – i cambiamenti generalmente traumatizzano – cominciano ad apprezzare anche Camila.

Che mi dice, invece, del suo libro La ballata delle acciughe?
È una storia amicizia ambientata in un bar frequentato da personaggi buffi e squinternati come Gigi il barista, detto Gigipidia perché sa tutto; l’ipocondriaco Ansia, detto anche Malattie Imbarazzanti; Lucio e Albe, due cassaintegrati che giocano la stessa partita a biliardo da anni senza mai arrivare a una fine; Giulianone che sarebbe stato rapito dagli Ufo; i tre fratelli Chiappa, traslocatori, e Gino, impiegato statale sposato e con figli, protagonista di un avventuroso e spirituale (laico) viaggio che lo porta da La Spezia a Woodstock, seguito dagli amici dal bar che commentano in diretta le sue avventure.

E le acciughe?
“Rappresentano il coro greco del bar, la parte colta di quel luogo: se ne stanno lì sul bancone, in un piatto, e commentano tutto quello che accade”.

Esiste davvero il bar in questione?
“Si, il bar Pavone si trovava nella periferia di La Spezia ma ormai da tempo è stato chiuso, sostituito dalle slot-machine, e quando ci passo davanti non ci guardo neanche perché mi piange il cuore in quanto ha perso il carattere di una volta”.

Il bar un tempo rappresentava un luogo di ritrovo in cui le persone discutevano fra loro idee e progetti,  cosa che oggi avviene sempre di più solo virtualmente, attraverso l’utilizzo di social e canali web. Lei si è adeguato a questi cambiamenti?
“No, non ce la faccio: non visito neanche i siti porno perché ho paura di fare danni con il computer! Comunque oggi sui social le persone hanno 10.000 amici virtuali mentre ai tempi del “bar” ne erano solo una decina, con la differenza che su di loro potevi contare davvero, soprattutto nel momento del bisogno. Con questo non voglio dire che non sia giusto seguire le nuove tecnologie anzi probabilmente l’informatica andrebbe insegnata anche a scuola, insieme alle lingue straniere, così come bisognerebbe prevedere un’ora di salita sugli alberi nell’ambito dell’educazione motoria, con l’assegnazione di crediti scolastici a chi ruba più frutta in quell’arco di tempo”.

Però youtube in passato l’ha utilizzato, pubblicando un video a sostegno degli adolescenti omosessuali italiani
“Si perché ritengo assurde le disparità di genere, soprattutto nel 2015 e dunque nell’era della modernità, e non riesco a concepirle: se dovesse venirmi un infarto – fatico anche solo a pensarla una cosa simile dato che sono ipocondriaco – mi preoccuperei solo della bravura del medico, di certo non mi importerebbe farmi domande sulla sua sessualità, razza, ideologia politica o religiosa. C’è una bellissima pubblicità di un pompiere con un bimbo in braccio, tra le fiamme, e lo slogan relativo recita: “Ti chiederesti se è gay?”. La risposta è ovviamente no”.

È d’accordo anche con i matrimoni gay?
“Credo che ognuno sia libero di rovinarsi la vita come vuole, incluso sposandosi. I gay avevano la fortuna di essere fuori da questa questione, che sarebbe da eliminare a prescindere, anche per gli eterosessuali, ma è pur vero che se per avere determinati diritti e tutele non si po’ fare diversamente allora è giusto che anche loro possano sposarsi. Personalmente sarei per l’equiparazione dei diritti delle coppie di fatto, indipendentemente dall’orientamento sessuale di chi ne fa parte. Questa problematica purtroppo riguarda tutte le coppie, anche quelle etero; è successo anche al mio vicino di casa, Ruggero, che dopo la morte della moglie è stato per trenta anni circa con quella che tutti continuavano a chiamare “la signorina Maria” (di appena 70 anni..).  Comunque fosse per me il matrimonio sarebbe da abolire. Basti pensare che mia figlia ed il suo compagno hanno un bambino ma non sono sposati”.

Però lei si è sposato!
“Si è vero io e mia moglie ci siamo sposati (e per di più in Chiesa) ma perché ci teneva più mia madre che noi”.