La Ferrovia dei due Mari raggiunge 4mila firme


9 gennaio 2018 - 18:34
ASCOLI - Ha raggiunto le 4mila firme la petizione per la ferrovia dei Due Mari, lanciata da Guido Benigni, coordinatore del Comitato Un Treno per Roma, di Ascoli Piceno su Change.org, con il supporto di Roberto Di Natale, che si occupa della gestione di criticità infrastrutturali stradali e autostradali dell'Ascolano. L'idea è semplice, una ferrovia che percorra l'antica via Salaria da San Benedetto del Tronto a Roma per togliere dall'isolamento le zone colpite dal sisma.
"Il territorio appenninico delle regioni Lazio e Marche da tempo soffre di gravi carenze infrastrutturali ed economiche aggravatesi con i recenti eventi sismici", si spiega nell'introduzione al progetto sul sito della petizione, "Lo spopolamento di questi territori, è ormai una realtà che si protrae dagli anni '60, con l'emigrazione di massa verso la costa e le città più industrializzate". Lo scopo è rompere l'isolamento dei territori del cratere sismico (Acquasanta Terme, Arquata del Tronto, Accumoli, Antrodoco) per farli rivivere con una ferrovia che gli passi attraverso. "Il futuro passa anche attraverso il sistema infrastrutturale, in modo che tutto il territorio venga rilanciato non solo a livello turistico culturale ma anche dal punto di vista industriale", precisa Di Natale.
L'iniziativa intende rispolverare un vecchio progetto ottocentesco chiamato "Ferrovia dei Due Mari" (1841) rimasto incompiuto per difficoltà di diversa natura come contrasti sul tracciato da adottare, dissidi campanilistici con altre regioni, ostacoli burocratici ed economici, promessa elettorale irrealizzata. Tutto è iniziato dall'incontro organizzato all'interno del progetto "viaSalaria - Un Cammino per Ricostruire" ad Antrodoco nella provincia di Rieti (Lazio) il 25 agosto 2017. Il progetto nei mesi successivi ha avuto un buon riscontro politico e mediatico, grazie anche al contributo dell'associazione Italia Nostra di Ancona e del successivo Comitato Ferrovia Salaria di recente costituito.
La petizione è diretta al presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti e al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.