Fly Generation, intervista a Mirko Feliziani


22 novembre 2016 - 11:33
di M. Virginia Bamonti

Gli allievi della sezione Broadway della Scuola di Musical Fly Communications, durante le prime due domeniche di novembre, hanno partecipato ad uno stage di recitazione molto concentrato e denso, della durata di dieci ore e quindi piuttosto impegnativo, se si considera che uno stage intensivo dura almeno una settimana per un totale di trenta ore circa. Come sostiene l’autore del seminario, nonché docente di Recitazione della Scuola di Musical Fly, Mirko Feliziani, lo stage proposto è stato calibrato proprio per essere offerto ad attori o almeno a coloro che hanno già una minima preparazione teatrale: da tecniche di rilassamento fisiche e psicologiche finalizzate al raggiungimento dell’“efficienza” scenica, alla messa in pratica di monologhi di Alfieri o scene di Goldoni, i ragazzi si sono cimentati in ogni prova che veniva loro sottoposta.

Abbiamo voluto scoprire qualcosa in più su Mirko e sul suo rapporto con il teatro e, proprio per questo, abbiamo pensato di intervistarlo:

Hai sempre avuto questa passione per il teatro o è qualcosa che è maturato nel tempo?

«Mi sono avvicinato al teatro a livello amatoriale quando ero il liceo, poi però, all’università, scelsi di studiare lingue. A Perugia c’era una scuola di teatro chiamata Centro Universitario Teatrale, feci un’audizione e iniziai a seguire alcuni corsi. Una volta terminati i corsi, pensavo che la cosa fosse finita lì ma, proprio quando i miei amici, i primi a voler seguire la via dello spettacolo, gettarono la spugna, io provai ad entrare al Centro Sperimentale e poi all’Accademia, alla quale fui accettato con grande dispiacere dei miei che, fin dall’inizio, prospettavano per me un altro futuro.»

Hai ancora qualche minima paura nel momento in cui vai in scena?

«A teatro ora non ho particolari timori, sono molto tranquillo mentre prima ero piuttosto emotivo anche perché, quando frequentavo l’Accademia, gli spettacoli erano funzionali alle valutazioni dei professori. Le riprese televisive erano invece un po' più problematiche e mi annoiavano molto: spesso infatti non si poteva girare in maniera naturale, ma bisognava sottostare a questioni tecniche che, a mio avviso, hanno poco a che fare con l’aspetto della recitazione.»

Come ti sei trovato ad insegnare ai ragazzi della Scuola di Musical?

«Insegno a partire dalle classi terze, quindi a ragazzi dagli 11 anni in su. La fascia d’età dagli 11 ai 14 anni, è molto particolare, è un periodo di transizione in cui i ragazzi iniziano ad avere una serie di idee “scolastiche” rispetto a qualunque cosa essi studino. Sebbene il costruirsi più o meno rigido di idee sia una cosa naturale per la crescita di ognuno, ha poco a che fare con l’universo non strutturato del teatro, in cui l’approccio utilizzato è quanto più olistico: ad esempio, quando siamo a lezione e capita che i ragazzi stiano seduti, si entra direttamente nella modalità “scuola”. È molto difficile scardinare questa dinamica tendente alla rigidità ma, cercando di equilibrare le varie età con l’insegnamento della recitazione, si riesce a fare qualcosa di adatto alle corde di tutti.»

Che consiglio daresti a coloro che intendono seguire questo sogno? Di continuare a studiare lingue o di provarci comunque?

«È sicuramente una strada complicata quella che porta a diventare attore. Di certo, se si vuole puntare a lavorare in questo ambiente, il mio consiglio è di frequentare una delle scuole di recitazione maggiori come ad esempio l’Accademia, scuole che ti possano già inserire in quel mondo. Credo però che prendere un titolo di laurea in una università sia comunque molto importante, visto che i diplomi che le scuole di teatro rilasciano sono solo delle lauree brevi che non rientrano in alcuna classe di concorso. Un’ottima cosa sarebbe riuscire a portare avanti entrambe le due esperienze contemporaneamente.»

Le sfide per i performer della sezione Broadway non finiscono qui: sono già in programma altri stage di recitazione, letteratura teatrale, canto - avremo ospite il 18 Dicembre il prof. Cesare Catà - e si avvicina il ritorno sul palcoscenico con la replica del musical Forza Venite Gente in programma presso il Nuovo Cineteatro Piceno di Ascoli Piceno il prossimo 11 Dicembre alle 17 e alle 21.

Info:Tel. 327.3813594Web www.flycommunications.it Mail info@flycommunicatios.it