Il Graffietto: Povero Capodanno


2 gennaio 2017 - 15:32

Sarà stata l'euforia ancora viva per la vittoria dell'Ascoli Picchio a Terni. Sarà stato il freddo polare (ma perchè, qualcuno ha mai atteso l'arrivo del nuovo anno all'aperto in maniche corte?). Sarà stata l'emozione per la notizia dei 16 milioni di euro in arrivo dal Governo destinati a cambiare look alla città. Sarà stato che nessuno si accontenta più di un palco da festa di paese con due fari, un pò di musica e magari pure una fetta di panettone e un bicchiere di spumante. Sarà quello che volete, ma sta di fatto che un Capodanno così misero in Piazza del Popolo non era mai stato ricordato. Un Capodanno sottotono ovunque, come testimoniano anche i botti che alla fine sono stati più quelli sequestrati dalle forze dell'ordine che quelli sparati in città. Tanti, evidentemente, hanno cominciato a riflettere su come non mandare i soldi in fumo.

Tolta la parentesi della prima Guerra del Golfo (passaggio dall'anno 1990 al 1991), ad Ascoli si "sparava" abbondantemente già da Natale. I centri commerciali nessuno sapeva cosa fossero e così le "battaglie" si scatenavano in Piazza del Popolo. Momenti privi di senso per la verità, comunque sicuramente meglio delle sinistre raffiche delle armi dei terroristi che dai telegiornali rimbombano nelle nostre orecchie un giorno sì e l'altro pure. Ad Ascoli hanno avuto successo più le feste private che quella pubblica organizzata dal Comune e destinata al popolo. In particolare a chi al massimo può permettersi di prendere freddo in Piazza del Popolo, rispetto al calduccio e alle comodità di un Resort a pochi chilometri dalla città. Già prima dell'una hanno già iniziato a smontare un palco che il prossimo anno sarebbe meglio non montare risparmiando denaro. Oppure montare, ma per ospitare un gruppo e/o personaggio (vedi quel che ha combinato la presenza de "La Rua" a San Benedetto tanto per non andare lontano) in grado - freddo o non freddo - di catturare la gente almeno fino alle 2. Basterebbe provarci.