Il Graffietto: Il cavaliere elettrico


3 giugno 2016 - 11:51
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Il 1979 è l’anno in cui il Sestiere di Porta Maggiore vinse per la prima volta la Quintana. Il cavaliere era Pierpaolo Placci (nella foto) che veniva da Faenza e che dopo tre anni avrebbe vinto di nuovo. Chi l’avrebbe mai detto che “Il cavaliere elettrico”, film uscito proprio nel 1979, si sarebbe materializzato al Campo dei Giochi?

AscoliDopo 37 anni il film è ancora godibile grazie anche a una magistrale interpretazione del grande Robert Redford, affiancato nell’occasione da Jane Fonda. Narra la storia di un cavaliere che si cimentava nel rodeo e che, dopo essere diventato pluricampione del mondo in quella specialità, cedette ai richiami del facile guadagno venendo ingaggiato a suon di dollari da una ditta di cereali che aveva deciso di puntare sull’ex campione per reclamizzare uno dei suoi prodotti di punta. Finchè il buon Redford non decide di mollare tutto fuggendo via al galoppo verso le praterie che gli ricordano l’infanzia. Come va a finire la storia? Il fatturato di quel colosso dei cereali esplode ma il cavaliere, dopo aver ridato la libertà al suo cavallo, fugge verso luoghi ancora non contaminati dal consumismo.

il-cavaliere-elettricoDalla prima di quel film sono trascorsi quasi 40 anni, la Quintana ne ha vissute di tutti i colori, nel bene e nel male, ma il giocattolo ancora c’è e sembra pure che funzioni. Nel 1979 non c’era una sfilza di regolamenti, ma solo uno statuto (il primo, approvato quattro anni prima dal consiglio comunale) che nessuno per qualche decennio ha tirato in ballo. Le regole prima di tutto, ci mancherebbe. Figuriamoci le leggi. Ma è pur vero che tutto funzionava e le Giostre si concludevano regolarmente con gioie e tripudi da una parte, delusioni e polemiche dall’altra. Ma poi si ricominciava tutti insieme. Come del resto era stato dal 1955, e come sarebbe poi stato fino a qualche anno fa. Seppure in via sperimentale, i led luminosi al Campo dei Giochi (a bordo campo per la pubblicità e forse poi pure sul Moro per sgomberare dubbi ed equivoci) qualche perplessità non possono non suscitarla. Storia e tradizione già tremano. E se il prossimo passo fosse un remake de “Il cavaliere elettrico”?