Il Graffietto: Sindaco, avvocato e pure medico


24 settembre 2016 - 09:16

Prima avvocato, poi sindaco. E adesso pure medico. Anzi, per essere precisi - perchè in questi casi non si può scherzare - "medico di medicina generale". Guido Castelli non sa più che fare. Ma come, dice, mi sono laureato in Giurisprudenza a Macerata, ho esercitato la professione di avvocato (è cassazionista), poi sono diventato sindaco di Ascoli Piceno dopo essere stato consigliere regionale e prima ancora consigliere comunale a Offida, e nel frattempo sono anche diventato medeico? No, non è possibile, non ci credo. Non ne avrei avuto il tempo con tutti gli impegni che ho avuto in questi anni e che si sono quadruplicati nel 2009 quando sono stato eletto per la prima volta sindaco di Ascoli. L'equivoco nasce, e per molti sembra che resti, da chi si è imbattuto nel nuovo elenco telefonico (ricordate quel vecchio librone che pesava mezzo chilo e che veniva poi spaginato, utilissima risorsa casalinga e non solo, quando internet nessuno sapeva cos'era?) e, sfogliandolo, è rimasto di stucco leggendo che il sindaco di Ascoli, Guido Castelli, è un "medico di mediina generale".

20160922_103617ssA pagina 12 sta scritto proprio così sotto la sua foto in testa all'elenco della giunta comunale dove di ogni assessore sono riportate le deleghe ma, per fortuna, non il titolo di studio: errare humanum est, perseverare autem diabolicum. Già, proprio quell'elenco telefonico di cui mi sono occupato alcune settimane fa, al momento della sua distribuzione, quando sottolineammo la felice scelta di dedicare la copertina a un grande personaggio come Costantino Rozzi che non deve essere ricordato solo per quello che ha fatto nel mondo dello sport. Insomma, l'elenco telefonico "Ascoli Piceno-Fermo 2016-2017" ha promosso a pieni voti Guido Castelli. Il problema - sembra - è che a lui sono già arrivate alcune richieste di pazienti decisi a diventare suoi mutuati. Lui ha gentilmente declinato e, confindandosi con un amico, gli ha detto: "Va bene istruire una pratica legale, ma adesso pure le ricette? E poi quelle rosse? No, quelle proprio no, non se ne parla!". Al prossimo elenco.