Il Graffietto: Il peso del tempo

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Siamo nel 17° anno del terzo millennio e stanno per sperimentare l’App che permetterà ai telefoni cellulari di fare caffè e cappuccini. In qualche caso, però, il tempo sembra fortunatamente fermarsi. Via di mezzo tra oggetto da mercato antiquario e museo di arte moderna, a San Benedetto del Tronto (Ascoli) esistono ancora le bilance pesapersone sulla strada. Da non confondersi con le bilance delle pese pubbliche (dove sostano camion con carico), sono proprio quelle che negli anni ’60 e ’70 rappresentavano una novità, una curiosità e perfino un diversivo per una breve sosta.

Un esempio della loro presenza lo troviamo a ridosso del sottopasso di Via Fiscaletti, davanti l’ex cinema Delle Palme. La bilancia, che un tempo era addirittura a pagamento, rappresentava anche un simbolo per l’immancabile foto-ricordo del turista perfetto. Arrugginita ora non funziona più, ma – non si sa mai – l’hanno assicurata alla balaustra con catena e lucchetto. Sta lì imperterrita e fiera di aver pesato tanta gente. Migliaia di persone che mentre passeggiavano o guidavano l’auto, all’improvviso sentivano l‘impellente bisogno di pesarsi. Il motivo resta un mistero perchè, allora come oggi, esistevano farmacie e studi medici.

La scelta di lasciarla potrebbe essere stata dettata dall’amarcord. Di quando cioè ancora potevi passeggiare col tuo bambino che in mano aveva un gelato e non lo smartphone. O di quando potevi usare quella bilancia come un gioco per pesare tuo figlio, e magari pure te stesso, senza rischiare di condividere con tossici e spacciatori il vicino spazio verde.