Stadio “Del Duca”: dopo Rozzi tocca a Mazzone


2 settembre 2016 - 10:50
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I lavori per la realizzazione della nuova Tribuna Est dello stadio “Del Duca” avanzano e si avvicina quindi il momento in cui si dovrà decidere a chi dedicarla. Non che questo sia obbligatorio, ma ormai va così. Del resto il vecchio campo sportivo Squarcia (Ferruccio Corradino fu anche calciatore oltre che eroe di guerra) è chiamato, e lo chiamiamo così, dal 1925. Già, solo Squarcia, senza distinzione di settori. Il sindaco Guido Castelli, intervenuto su “Radio LatteMiele” per spiegare i motivi del rinvio di Ascoli-Cesena, ha lanciato il sondaggio sul nuovo nome della Tribuna Est. Lo decideranno i cittadini, alla fine soprattutto i tifosi, e questo è già un bel segno. Almeno siamo sicuri che non compariranno targhe di travertino come quelle situate nel tratto finale dell’asse attrezzato (al confine con Castel di Lama) dove alle traverse dell’arteria principale sono stati dati nomi che avrebbero dovuto causare una ribellione di residenti e lavoratori risultanti a quell’indirizzo. Non si riesce davvero a capire come sia possibile che ad Ascoli esistano strade che debbano chiamarsi Via del Pagliaio o Via del Pollaio. Per non parlare di quando, all’improvviso, sempre da quelle parti ci si catapulta in una tormenta con Via del Lampo e Via del Tuono, ma poi per fortuna c’è il tocco lieve di Via della Rugiada. Macchè? Ci si rituffa immediatamente in Via della Pioggia e, siccome si vede che lì piove spesso, ecco materializzarsi Via della Palude. Sono solo alcuni dei nomi affibbiati a vie di una città come Ascoli Piceno che, se potesse, avrebbe tutte le carte in regola per chiedere i danni. Lei, fiera città romana e medievale conosciuta in tutto il mondo ovviamente non solo per la Quintana e le olive ripiene. Ecco che è giunta l’ora di rivelare da cosa è regolato, se c’è, il regolamento di Toponomastica Comunale.

Carlo Mazzone e Costantino Rozzi al centro dello stadio Del Duca agli inizi degli anni Ottanta

Carlo Mazzone e Costantino Rozzi al centro dello stadio Del Duca agli inizi degli anni 80

Proprio quello tanto caro all’indimenticabile Tito Marini che tanti anni fa ci lavorò a lungo, con passione e sacrificio, per dare un senso ai nomi delle strade della sua amata città. Ecco allora che da una parte ci sono i fiori (Monticelli), da una gli eroi del Risorgimento (Campo Parignano), da un’altra i musicisiti (Porta Cappuccina) e via discorrendo. A chi intitolare insomma questa Tribuna Est? Siamo propio sicuri che può essere intitolata solo a chi non c’è più (negli States ad esempio non è così)? Se così fosse, il cerchio si restringe, e anche di parecchio. E i primi sondaggi già portano a Roberto Strulli – cui è intitolata una piazza a Pennile di Sotto, iniziativa fortemente voluta (e ottenuta) dai tifosi di “Soloxl’Ascoli” – il portiere bianconero morto dopo un incidente di gioco durante un Samb-Ascoli di 51 anni fa. D’accordo che ad Arcore targherebbero “Silvio Berlusconi” anche le panchine dei giochi dei bambini, ma tutti gli indizi e la maggior parte degli ascolani (e dei tifosi) nel nostro caso propendono per Carlo Mazzone, vivo e vegeto e sempre vicino alle sorti del “suo” Ascoli. Di quella squadra che insieme a Costantino Rozzi (al presidentissimo è intitolata la Curva Sud) fece parlare mezzo mondo. Altro che Chievo, Castel di Sangro e Carpi! Lo stadio del resto è intitolato a Cino e Lillo Del Duca, i due fratelli mecenati di Montedinove che fecero fortuna a Parigi, i quali a metà anni Cinquanta aiutarono la società di calcio in un momento difficile rilanciandola. Non solo, ma molti purtroppo manco sanno che la sala stampa dello stadio è intitolata a Nino Castelli, giornalista prematuramente scomparso tanti anni fa e dimenticato dalle rampanti giovani leve. Ma non da chi lo ricorda cronista dell’epopea del grande Ascoli. Dell’Ascoli di Rozzi e Mazzone. Il sondaggio potrebbe diventare un plebiscito. Com’è giusto che sia.