Il Graffietto: l’esonero di Petrone e il dilemma dei magazzinieri


2 novembre 2015 - 15:10
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Petrone passa ai saluti e si apre un nuovo capitolo. L’Ascoli Picchio è una società nuova, seria e ben organizzata, ma le persone che la guidano (il presidente Bellini e dopo di lui il direttore generale Lovato al quale pare siano stati ridotti alcuni poteri) sono nel calcio da poco tempo. Nonostante tutto, la squadra è in B e i giocatori a disposizione, prima di Petrone e poi del suo successore di cui ancora non si conosce il nome, sulla carta sono di livello superiore alla media dei protagonisti della cadetteria. Bellini ha confermato fiducia a Petrone salvo poi licenziarlo dopo poche ore sborsando una cifra comunque inferiore a quanto sarebbe spettato al tecnico se avesse preferito starsene in vacanza fino a giugno 2017. Si chiama rescissione del contratto. In attesa che salti fuori il nome giusto, nella lunga lista dei papabili ogni ora si aggiungono nomi dei successori di Petrone. In ordine sparso: Diego Lopez, Davide Ballardini, Devis Mangia, Franco Colomba, Leonardo Menichini, Walter Novellino, Francesco Monaco, Massimo Silva, Flavio Destro, Giuseppe Pillon, Domenico Di Carlo, Gianfranco Zola, Carmine Gautieri, Andrea Camplone. Per ora ci fermiano qui, per la gioia dei tifosi e perchè ce n’è davvero per tutti i gusti. Tanti nomi ma nessuno in grado di accontentare i magazzinieri bianconeri i quali saranno costretti a non poter riciclare tute e maglie di Mario Petrone. Il mister era riconoscibile per le iniziali M.P. ricamate su tutto ciò che indossava. Tra i numerosi papabili, ce ne fosse uno con quelle iniziali cui poter riciclare quelle tute e quelle maglie. Una spesa in più.