Il prossimo mese riapriranno le antiche vie mulattiere di Acquasanta Terme

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ACQUASANTA TERME (AP) – Entra nel vivo il progetto Le antiche vie mulattiere dell’Acquasantano, realizzato dall’Associazione Turistica Pro Acquasanta Terme insieme alla Fondazione Carisap e ad una rete di partner co-attuatori nell’ambito del Masterplan Terremoto, il piano operativo di rilancio delle comunità colpite dal sisma da sei milioni di euro stanziati dalla Fondazione. Il progetto, che ha un costo di 163.550 euro ed ha ottenuto un finanziamento da parte della Fondazione 147.000 euro, ha l’obiettivo di sviluppare il turismo di scoperta del territorio e attraverso la riapertura e la mappatura di antiche vie di collegamento tra le principali frazioni e punti di interesse del territorio: 17 i sentieri individuati e circa 90 i Km da recuperare.
“Il progetto è nato dall’ascolto del territorio, dal confronto con le associazioni locali e la conseguente costruzione della rete di partner istituzionali e privati su scala nazionale. Imprescindibile e determinante è la collaborazione del Comune di Acquasanta Terme ‐ e in particolar modo dell’Assessore al Turismo e alla Cultura Elisa Ionni che ha da subito sostenuto e creduto nel progetto oltre che mettere in bilancio importanti risorse per un cofinanziamento”. Queste le parole di Daniele Tocchi, vicepresidente dell’Associazione Pro Acquasanta Terme e delegato al progetto.
Già dal prossimo mese si procederà alla riapertura dei primi sentieri; alcuni dei 17 individuati saranno resi fruibili anche ai diversamente abili e dotati di segnaletica braille. Un sito internet dedicato farà invece da vetrina e contenitore agli eventi di riapertura e alle informazioni storico‐naturalistiche e culturali a essi riferite.
“Un progetto strutturato e in linea con le esigenze del territorio – ha dichiarato Elisa Ionni Assessore Turismo e Cultura del Comune di Acquasanta Terme. Un contenitore unico di natura, cultura, sport, turismo, formazione e sociale che vuole, da una parte colmare lacune pregresse, dall’altra essere nuova spinta, nuova energia e rigenerazione sia dei luoghi che dell’animo. A distanza di tre anni esatti dal primo sisma siamo certi che questo sia il miglior modo per prendersi cura del proprio territorio e garantirne la sopravvivenza attraverso una partecipazione consapevole e sostenibile di adulti e bambini, di turisti e appassionati, una riscoperta graduale di luoghi che hanno ancora molto da narrare”.

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