Inquinamento Tesino: chi doveva vigilare sulla salute del Fiume?

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Chi doveva vigilare, a salvaguardia della salute e dell’ambiente, sul fiume Tesino? A descriverne l’attuale situazione è la lista civica “Obiettivi Comuni per Offida”.

 

“La storia degli ultimi 13/14 mesi non la conoscete tutti. Sono state fatte denunce, segnalazioni, articoli sulla carta stampata, comunicazioni sui social, pec inoltrate alle autorità competenti, ai Sindaci ed ai nostri rappresentati politici del territorio. A documentarlo ci sono atti di privati cittadini, del nostro gruppo Obiettivi Comuni per Offida, da esponenti di gruppi di minoranza di altri Comuni (Ripatransone e Grottammare). Il Fiume Tesino è sempre lì a ricevere di tutto, come documentato nel fascicolo ricevuto dal nostro legale dopo aver fatto richiesta di accesso agli atti.

Oltre 1.400 pagine che racchiudono la storia, dal 2012 al giugno del 2021, con 9 anni di sanzioni comminate a seguito di accertamenti da Arpam, Carabinieri Forestali, Polizia Provinciale e Capitaneria di Porto di San Benedetto del Tronto. Quali sono stati i destinatari delle sanzioni? Piceno Consid, Picena Depur e CIIP S.p.a.. Molte di queste sanzioni si riferivano al superamento dei limiti di BOD, COD, Escherichia Coli, Oli e Grassi vegetali ed animali.

In 9 lunghi anni vengono notificate 32 sanzioni di cui 7 archiviate, 2 irrogate e le restanti 23 (dal 2017 al 2021) sono in attesa di discussione.

Nella documentazione non manca nulla, analisi con parametri fuori da ogni indice massimo ammissibile, memorie difensive che confermano cause, negligenze ed inadempienze.

tesino

Riportiamo alcuni passaggi, copiati dagli atti/contestazioni dell’Arpam che danno il quadro della situazione a titolo esemplificativo, di 3 segnalazioni riscontrate dall’Arpam, relative all’anno 2018:

– Segnalazione di non conformità (prot. 0042460 del 13.12.2018), datata 04.10.’18 per aver superato il limite del 10.700% del “cloro attivo libero”;

– Segnalazione di non conformità (prot. 0020343 del 13.06.2018) dove vengono analizzati i dati inerenti all’attività svolta nell’anno 2017, conclusasi il 16.03.2018, che ha evidenziato n° 11 superamenti per il BOD5, n° 10 per il parametro COD, n° 7 per i solidi sospesi;

– Segnalazione di non conformità (prot. 0020679 del 15.06.2018) del 24.04.2018 dove di accertava il superamento per il parametro Escherichia Coli e per il parametro Grassi e Oli animali.

Di notevole rilievo, sono le comunicazioni fatte dal gestore dell’impianto in merito a degli scarichi anomali in ingresso al depuratore. Le citiamo per esteso: “i valori riscontrati sono costantemente anomali ed a volte superano di più del doppio il valore limite ammissibile allo scarico in fognatura, facendo ipotizzare uno o più scarichi abusivi immessi, con sistematicità nella rete fognaria. In tali condizioni l’impianto di depurazione è fortemente in sofferenza e non riesce ad assicurare il sistematico rispetto dei limiti per lo scarico in acque superficiali. Si ribadisce pertanto la necessità che gli enti preposti affrontino in maniera decisa questo problema individuando e bloccando gli scarichi anomali al fine di ricondurre a norma la situazione e l’efficienza dell’impianto di Santa Maria Goretti. In attesa che ciò si verifichi, Picena Depur non potrà far altro, che proseguire nella propria opera di segnalazione dei fatti”.

Tutto questo avviene, dal 2012, nel silenzio totale di tutta la politica (locale, provinciale, regionale ed anche nazionale).

Il Presidente del CIIP Alati, intervenuto durante il consiglio comunale ad Offida il 29 luglio scorso, nel suo discorso affermava che “la polemica non depura” noi non riteniamo di fare polemica ma di evidenziare problematiche ambientali e sanitarie di rilievo anche giudiziario.

Casomai la polemica è stata fatta in tutti questi anni dalle istituzioni senza risolvere la questione della depurazione. Ciò è dimostrato dai fatti e dal fascicolo di 1.400 pagine che racconta anche di sanzioni, 9 anni di sversamenti, senza che nessuno porti avanti un’azione per sanare la problematica. Ora il CIIP vuole interviene con oltre 3 milioni e mezzo di euro da investire nei prossimi 5 anni, dopo 12 mesi di denunce e segnalazioni. Quindi? Chi fa polemica? Chi cerca di fare qualcosa per i beni comuni più cari (acqua, ambiente)? La polemica depura o non depura? Come mai non sono stati investiti prima visto che la problematica è chiara ed evidente dal 2012?

Colpisce anche il comunicato di Goletta Verde del 6 Agosto scorso dove evidenziava che “dei 3 punti campionati ad Ascoli Piceno solo uno risulta nei limiti di legge: la spiaggia di fronte la foce torrente Tesino a Grottammare”. Anche Legambiente interveniva dichiarando: “dobbiamo continuare a lavorare per l’efficientamento dei sistemi di depurazione di tutto il Paese. Un Italiano su quattro non è servito da un sistema di depurazione efficiente e questa situazione non è più ammissibile. La maladepurazione continua ad essere il tallone d’achille di molti fiumi e le foci analizzate confermano questa criticità tanto per le Marche quando per il resto della Penisola”. A noi risulta che Legambiente sia stata ufficialmente informata della situazione del depuratore di Santa Maria Goretti, come mai non è mai intervenuta?

Vi lasciamo con alcune domande che ad oggi non hanno avuto risposta:

– ci sono aziende che hanno autorizzazioni in deroga (fuori dai parametri tabellari consentiti dalla legge)? Se si a queste aziende sono stati prescritti lavori di adeguamento per conferire nel depuratore? Sono stati eseguiti?

– dato che il gestore dell’impianto ha inviato sistematicamente segnalazioni relative a scarichi anomali in ingresso e l’Arpam ha attivato indagini per individuare la provenienza di tali scarichi, quali sono i risultati? Facciamo notare che il gestore negli scritti difensivi e nelle segnalazioni è molto preciso nell’indicare la provenienza.

– chi effettuerà la bonifica dell’area?

– i costi graveranno di nuovo sui cittadini?

– da qui a cinque anni (il lasso di tempo dichiarato dalla CIIP per ultimare i lavori in fase di progettazione) si continuerà a usare il Tesino come una latrina come fatto negli ultimi 9 anni?

– se gli scarichi in deroga (concessi alle aziende private) hanno impedito il corretto funzionamento del depuratore, saranno le aziende a doversi adeguare e contribuire economicamente oppure continueremo ad usare ad utilizzare risorse pubbliche con ulteriore aggravio sui contribuenti?

– come mai le analisi in autocontrollo per reflui industriali, richieste dalla Provincia di Ascoli Piceno, non venivano documentate ne dalla CIIP, ne dall’Arpam? Come mai la Provincia stessa non ha preso provvedimenti accertata la mancanza?

– come mai, solo dopo segnalazione dell’Arpam (prot. 5749 del 23.02.’21), si accertava che dal 16.10.’18 (quasi 3 anni) “la linea nitro-denitro dell’impianto in oggetto è inattiva”?

– come mai la Provincia di Ascoli Piceno interviene (con determina dirigenziale n. 1043 del 23.08.’21) e dichiara che “è stato imposto alla CIIP PA CICLI INTEGRATI IMPIANTI PRIMARI il ripristino della LINEA NORD dell’impianto di depurazione di SANTA MARIA GORETTI”? Lo fa dopo sei mesi dalla comunicazione dell’Arpam e dopo 3 anni di inefficienza, chi doveva vigilare?

– come mai le stesse problematiche segnalate, individuate e contestate nel verbale di accertamento (n.176/12-30PV 11324 del 11.09.2012) emesso dal Corpo Forestale dello Stato nell’anno 2012 si ripetono fino al 2021?

– come mai negli innumerevoli sopralluoghi, fatti dagli organi di controllo, non ci sono rilievi fotografici del letto del Fiume?

Le domande sono tante le risposte poche e fuorvianti. Gli atti confermano che “tanto alla fine si getta tutto in acqua”, malgrado i cittadini abbiano sempre pagato ciò che era dovuto.

Chi doveva vigilare dove si è nascosto in questi 9 anni?

Chi doveva salvaguardare l’ambiente e tutelare la salute pubblica non ha letto le informative o ha fatto finta di nulla?

Chi pagherà per tutto questo?

Qualcuno si è posto la domanda di quali siano le condizioni delle falde e della qualità delle sue acque che vengono utilizzate da agricoltori e orticoltori?

Sul Fiume Tesino siamo arrivati ad avere informazioni chiare ma sul Fiume Tronto, sul Torrente Lava, sull’Albula, come siamo messi?

Il Presidente della Commissione Ecomafie, Stefano Vignaroli, interviene dopo un inchiesta dell’Espresso (del 14.07.’21) sulla presenza di liquami in mare e depuratori funzionanti solo sulla carta e dice: “la politica ha preferito non chiedere soldi ai cittadini per la depurazione, tanto alla fine tutto si getta in acqua”. Scarichi abusivi, depuratori che lasciano andare acque reflue non trattate. La commissione parlamentare Ecomafie in questi 3 anni ha ascoltato decine di ambientalisti, procuratori, inquirenti sul tema della mancata depurazione e il quadro che ne è venuto fuori è sconfortante (Antonio Fraschilla de L’Espresso). Continua Stefano Vignaroli affermando che “ci troviamo davanti un quadro sconfortante, molti per anni non hanno affrontato questo tema cruciale. La politica spesso ha preferito non chiedere soldi ai cittadini per la depurazione, tanto alla fine tutto si getta sempre in mare”.

Gli atti confermano che “tanto alla fine si getta tutto in acqua”, come fatto dal 2012 ad oggi sul nostro Fiume Tesino.

Chiudiamo replicando a quando dichiarato dal Sindaco di Offida, dal Presidente del CIIP e dal Direttore nella conferenza stampa di venerdì scorso. Il Sindaco Massa si contraddice con quando dichiarato, in risposta alla nostra interrogazione, conosce o non conosce i dati Arpam? Se vuole li giriamo anche a lui in modo da avere un quadro nitido della situazione e prendere una posizione più consona al ruolo che riveste.

Il Direttore del CIIP, Celani, dichiara che il depuratore ha scarichi inquinanti “uno o due volte al mese” e li imputa ad “utenze civili”. Le immagini ed i video dimostrano che gli scarichi non avvengono in maniera ciclica ma bensì continuativa da almeno 9 anni e imputare la “probabile” causa a scarichi civili va in contraddizione con quando dichiarato dal gestore (Picena Depur) che, nelle proprie memorie difensive parla di scarichi industriali (decreto del dirigente della P.F. tutela del mare e sanzioni amministrative n.37 del 13 settembre 2017 della Regione Marche).

Il Presidente del CIIP, Alati, dichiara che “non stiamo facendo altro che il nostro dovere”, “vi assicuro che siamo più controllati di chi sta in galera” e chiude insinuando che “in qualche Comune si voterà”. Noi rispondiamo con i documenti alla mano, 32 sanzioni in 9 anni (tutte documentate), “la linea nitro-denitro dell’impianto in oggetto è inattiva” dal 18 ottobre del 2018, dati Arpam non interpretabili e chiudiamo ribadendo che la frase “in qualche Comune si voterà” non risponde a verità, l’attenzione posta sul Fiume Tesino mira a salvaguardare salute ed ambiente senza chiedere in cambio nulla.

In virtù di tutto questo, nei prossimi giorni invieremo un esposto alla Procura della Repubblica con tutta la documentazione del caso, immagini fotografiche e video relativi al monitoraggio effettuato negli ultimi 13 mesi, che non lasciano adito ad interpretazioni”.