“3 anni dalle 3.36”. Un libro per non dimenticare le ferite del terremoto

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“Più che una presentazione di un libro, l’incontro del 28 febbraio, è un pretesto per tornare a parlare – non solo in occasione degli anniversari – del terremoto che ha colpito il Centro Italia, ferendo in particolar modo le Marche. Troppo spesso ci si ricorda dei terremotati solo per via delle tristi ricorrenze. Io invece voglio parlarne tutti i giorni. Almeno finché tutti gli sfollati non torneranno nelle loro abitazioni”.

Descrive così la presentazione del suo primo libro Luisa Urbani, giornalista professionista marchigiana trasferitasi a Roma proprio poche settimane dopo la scossa del 24 agosto 2016.

Pubblicato nella collana Quaderni del Consiglio Regionale delle Marche, il libro 3 anni dalle 3.36. La vita delle Marche dopo il sisma: i problemi della ricostruzione e le storie della rinascita è, come sostiene la stessa autrice, “il frutto dell’amore verso le Marche, il Piceno e Pretare, una delle frazioni di Arquata del Tronto, culla dei ricordi di infanzia”.

Pretare oggi non esiste più. Come non esistono più tantissimi altri paesini del Piceno. Niente case, niente chiese, niente bar, ristoranti e negozi. “Questo però lo sanno in pochi, soprattutto fuori dai confini regionali. Ed è per questo – spiega l’autrice – che ho deciso di realizzare il mio lavoro. Per far conoscere a tutti cosa sta vivendo da anni la nostra terra”.

Un lavoro divenuto possibile grazie al contributo della Regione Marche e di tutti coloro che sono intervenuti, raccontando le loro storie.

Il testo infatti, oltre a dimostrare, attraverso numeri e percentuali che le Marche sono state la regione più colpita, raccoglie le testimonianze di chi quella notte era lì. Uomini e donne che hanno visto la loro casa, la propria attività e i sacrifici di anni e anni andare in frantumi in pochi secondi.

Il lavoro però vuole anche lasciare un segno di speranza, riportando le storie di tutti coloro che hanno deciso di restare in quei luoghi per ricominciare da lì. Ripartire da zero, grazie anche all’ aiuto di associazioni di privati che, con donazioni e raccolte fondi, si stanno spendendo per ridare una vita dignitosa a queste persone.

Anche il libro della giornalista vuole promuovere una raccolta fondi. Il ricavato infatti verrà interamente devoluto alla comunità di Arquata del Tronto.

Il libro verrà presentato il 28 febbraio, alle 18, a Palazzo Piacentini (via Gioacchino Rossini 14, San Benedetto del Tronto).

 

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