L’uruguaiano con gli amici argentini. Lores Varela: “Dybala mi disse: ti aspetto in Serie A”

0
635

Il secondo colpo offensivo dell’Ascoli Picchio in questo campionato, dopo Gianmarco De Feo, è Ignacio Lores Varela, “Nacho” come vengono chiamati gli ‘ignaci’. L’attaccante viene dal Pisa ed ha sottoscritto col club di Corso Vittorio Emanuele un contratto fino al 30 giugno 2020 con opzione per un ulteriore anno. Scopriamo questo talento.

Uruguaiano, nasce a Montevideo (come Enzo Francescoli o Carlos Morales, tanto per dire) nel 1991. La squadra dell’esordio era Defensor Sporting, con cui da 2010 affronta il campionato di Apertura prima (vincendolo) e di Clausura poi, giocando cinque partite. La svolta europea arriva nel 2011, quando l’attenzione sudamericana di Zamparini e staff pesca Lores Varela in Uruguay, portandolo nella bella sicilia con operazione simile a quelle di Dybala o Vazquez. Inoltre, l’acquisto quinquennale costò quasi tre milioni di confetti verdi al PalermoL’esperienza non è esaltante, ed il talento non sboccia subito. Lores Varela, tra i tanti allenatori dell’era Zamparini di quel periodo, trova più spazio in campo con l’approdo di Devis Mangia (ex allenatore bianconero) tornando indietro nelle gerarchie con l’arrivo di Mutti.

In Uruguay si parlava di un centrocampista mancino bravo sia ad offendere che a difendere, oppure di un terzino d’assalto alla sudamericana (ossia di fatto un attaccante aggiunto). A queste si unisce l’idea tutta italiana del trequartista. Sicuramente il piede sinistro è prelibato, ancor più certo è che il suo definirsi nei campionati europei lo ha portato a spostarsi sulla fascia, preferibilmente destra, in modo da poter calciare con il suo sinistro. Dopo i prestiti nella doppia sfida bulgara al Botev VratsaCSKA Sofia, il ritorno a Palermo lo mette in contatto con Gattuso che poi ritroverà come allenatore a Pisa. Lì cresce il rapporto con gli argentini, che per un uruguaiano è tutto dire. “Con Dybala e Vazquez ci accomuna il fatto di venire da lontano – disse proprio Varela – In allenamento facevamo impazzire gli avversari, ma tranne Gattuso nessun allenatore ha mai provato a schierarci insieme. Con Paulo siamo amici: una volta mi scrisse che mi aspettava alla Juventus. Mangiavamo insieme molto riso e molto pollo. Poi gli ho detto di prendersi la ’10’ della Juve, se la merita”. Che dire, un bel rapporto.

A Pisa arriva in Lega Pro nel 2015 (dopo esperienze con Bari, Vicenza e Varese, sempre in prestito). In Toscana cambiano le cose. Tripletta nella semifinale play off contro il Pordenone, approdo in Serie B, salvezza non raggiunta con il Pisa di Gattuso ma una grande impressione lasciata sul campo. Tanto che il direttore generale del Pisa, Fabrizio Lucchesi, parlò così del futuro di Lores Varela: “Il Milan ha preso Lapadula dal Pescara. Chi del Pisa può fare lo stesso percorso? Senza alcun dubbio Lores Varela. Era arrivato da giovane come una stella, il Palermo fece un’operazione milionaria ma come succede a volte il ragazzo ha avuto un’involuzione. Oggi si è ritrovato. Ci sono sei-sette squadre che lo stanno seguendo. Due-tre di A e quattro-cinque di B“. Touché. Soprattutto perché il talento ha anche un passato con le nazionali minori del suo paese, soprattutto nell’Under 20.

Difetti? L’immancabile caratteristica dei sudamercani: l’assentarsi in campo se la partita non gira. Capita a Messi, figuriamoci se non può capitare a lui. Di contro la duttilità tattica ed una grande predisposizione al sacrificio possono rivelarsi armi più che utili al duo Fiorin-Maresca. Benvenuto “Nacho”!

P.S. Ah, dimenticavo. Pisa-Ascoli, 26 settembre 2016, Serie B. La partita a porte chiuse la apre Lores Varela, ma con il destro. Questo perché con il Picchio deve sempre accadere qualcosa di inusuale.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Moderazione dei commenti attiva. Il tuo commento non apparirà immediatamente.