Marta Jane Alesiani: una stilista e il suo coraggio di tornare

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L’abito è l’abitazione: questo è l’ideale che ispira il lavoro di Marta Jane Alesiani, giovane stilista nata e cresciuta a Force che, dopo essersi allontanata dal suo paese per studiare e dopo  aver accumulato esperienza lavorando per le più grandi case di moda, ha deciso di tornare per ritrovare qualcosa che solo la sua terra è in grado di darle.

«Dopo essermi diplomata all’Istituto d’arte di Ascoli Piceno mi sono trasferita a Firenze per frequentare il Polimoda: creare abiti è sempre stato il mio sogno. In questo senso sono stati decisivi i miei nonni: ricordo ancora lo stupore di quando, da piccola, li vedevo indossare gli abiti della domenica e mi chiedevo “perché non possono essere così tutta la settimana?”; ho avuto anche la fortuna di avere una zia sarta. Il Polimoda, poi, mi ha dato l’opportunità di incontrare personalità straordinarie e di acquisire basi di sartoria, illustrazione e chimica tessile. Dopo gli studi ho avuto varie esperienze con marchi di alto livello fra cui Versace, Cavalli e Blumarine: ogni azienda ha il suo modo di lavorare ma tutte hanno in comune i ritmi di produzione serrati». E i ritmi serrati sono uno dei motivi che hanno spinto Marta a compiere la scelta coraggiosa di mettersi in proprio. Ma non solo: ha deciso di tornare a casa e stabilire il proprio laboratorio a Force. «Non ho abbandonato Milano, che resta il posto dove presento e vendo le mie collezioni, ma ho bisogno di creare in un posto in cui sto bene, in cui riesco a sentire il cuore pulsante della mia creatività. E quel posto non può che essere casa. Stando a Force riesco a vivere e lavorare in un clima più disteso, quasi goliardico, con ritmi molto più lenti rispetto a quelli industriali. Questo è possibile anche perché non collaboro con aziende ma con artigiani». E gli artigiani sono tutti marchigiani: una scelta di cuore, fatta perché radicamento al territorio vuol dire non solo ricevere ma anche dare. E quello che Marta vuole dare sono nuove opportunità e nuove idee, soprattutto dopo il trauma del sisma.

In questo senso, un’esperienza fondamentale è stata la prima edizione di “Force crea”, tenutasi ad agosto 2018. «Sono molto legata alla mia terra, forse in modo morboso, ma qui io qui vedo tanto talento. Cercando artigiani per la mia collezione ho scoperto realtà nascoste, giovani che non tirano fuori le proprie capacità perché sono convinti che l’artigiano oggi non possa avere futuro. Grazie al comune e ad altri ragazzi di Force ho realizzato questa manifestazione per mettere insieme alcuni artisti del luogo e senza volerlo abbiamo creato un team composto da tanti giovanissimi artigiani. Per “Force crea” c’è stata una buona affluenza e soprattutto abbiamo convinto tanti ragazzi a dire “ci voglio provare anche io”. Questo per me è un piccolo sogno che si realizza».

Poiché vive e opera muovendosi fra la realtà del Piceno e quella di Milano, Marta ha avuto e ha modo di conoscere e confrontare continuamente due ambienti molto diversi fra loro. «Organizzare una sfilata a Milano è importante a livello mediatico, per creare un’immagine e per i buyer. Ma la differenza fra Milano e qui sta nel cuore: nelle Marche c’è un coinvolgimento maggiore. Durante eventi come “Moda sotto le stelle” (rassegna che si tiene ogni estate ad Ascoli Piceno, n.d.r.) dietro le quinte si crea quasi una famiglia. Le sfilate milanesi tendono ad essere molto più “meccaniche” e studiate, mentre qui c’è la gioia di mostrare il proprio lavoro senza lo stress di dover vendere per forza».

Sentimento, spontaneità e senso di appartenenza: per Marta sono queste le qualità che la nostra terra ha da offrire e che le permettono di creare le sue collezioni, che non potrebbero vedere la luce in nessun altro posto.