Matteo Caviglioni, un giovane stilista d’avanguardia

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di Donatella Rosetti

Il nostro territorio è pieno di giovani talenti che devono essere apprezzati e, soprattutto, sostenuti. Matteo Caviglioni è uno di questi, uno stilista talentuoso che cerca persone che credano in lui.

Matteo Caviglioni nasce a Terni ma vive e lavora ora a Castel di Lama (Ascoli). Si è laureato nel 2014 in Design Industriale all’Università di Camerino (sede di Ascoli). Ha fondato un suo marchio col simbolo di una rondine che vuole arrivare lontano, simbolo di rinnovamento e rinascita. Ha all’attivo due collezioni che hanno già fatto il giro di eventi del calibro di Miss Conero e della Milano Fashion Week dello scorso febbraio. La sua donna è indipendente e in continua ricerca di uno stile personale.

Parlaci della tua passione. Com’è iniziata e come ti ha portato ad aprire il tuo marchio? Due anni fa mi sono laureato all’università in Disegno Industriale ad Ascoli. L’ultimo esame che avevo fatto si chiamava Ri-intrecciare, si trattava di riutilizzare i materiali dandogli un nuovo scopo. Il mio professore era Cristiano Toraldo Di Francia, uno dei fondatori del Superstudio, uno studio di architettura storico fondato nel 1966 a Firenze. Volevo diventare interior designer però trovandomi a lavorare con i tessuti, ho cambiato prospettiva. Nella mia tesi di laurea già si intuiva la nuova strada intrapresa, trattavo abiti di carta e camere d’aria. Una volta finito il percorso di studi, sono andato da una sarta a Martinsicuro e sono stato per un anno da lei. Mi ha trasmesso l’amore per questa professione perché è bravissima, crea un cartamodello dal nulla. In seguito ho realizzato la mia prima linea di abbigliamento, sponsorizzata e fatta tutta da me. Adesso lavoro in un’azienda di abbigliamento da uomo, specializzata nella sartoria.

Caviglioni 1Gli stilisti che ho intervistato mi hanno sempre detto che confezionare abbigliamento maschile è più difficile rispetto a quello femminile, per quale motivo? Sì, in particolar modo per la giacca. Il completo è formato da duecento pezzi insieme. Ci sono molte cuciture diverse e parti delle quali devi conoscere il giusto incastro. Per me è necessario che un vero stilista abbia un’intera conoscenza della sartoria per tenere testa alla concorrenza in termini di competenza e qualità.

Sei andato a presentare la tua collezione all’ultima fashion week di Milano. Volevo un appoggio a Milano per vendere i miei abiti. La fashion week mi ha provocato un iniziale terrore perché ero da solo senza assistenti. Fondamentali sono stati i miei amici, che mi hanno dato una mano. Avevo sette modelle e quindici uscite. E’ andata bene pur se non ho avuto un riscontro immediato e non ho inquadrato l’impatto che ha avuto sui buyer. Erano presenti più persone di quelle che mi aspettavo. I risultati si sono visto nei giorni successivi, con, ad esempio, articoli su riviste del settore in merito alla sfilata. Il commento più incisivo l’ho ricevuto dal redattore di “Squeeze Magazine” che avevo invitato. Mi ha detto che ho già una mia identità forte e questo è molto importante.

Caviglioni 2Hai girato un video in California per la nuova collezione. Ho conosciuto il fotografo, Mario Silvestrone, che ha partecipato alla produzione di questo video, a una mostra nel 2014. Doveva scattare delle foto a Los Angeles, ha scelto dei miei abiti e ha confezionato un video per un suo progetto.

Quali sono le caratteristiche della nuova collezione A/I 2016/17? E’ un insieme di armonia, sensibilità e femminilità. Mi piace dare rigore agli abiti con le linee geometriche che mi caratterizzano. Adoro ricercare materiali particolari, oltre all’inflazionato neoprene, come materiali traforati non usati in genere per fare vestiti. Spesso non hanno un nome specifico perché quando sono nuovi la fabbrica gli assegna solo dei codici. Contrasti e trasparenze sono i miei tratti distintivi.

Quali sono i tuoi stilisti di riferimento? Dai classici Chanel e Dior ai moderni come Rick Owens.

Hai anche una linea couture. A me piace tantissimo la couture, punterei subito a quello se potessi. Il problema è che non ho ancora a disposizione i mezzi economici necessari per avviare una linea consistente. Per ora ho confezionato solo un capo couture con pizzo e frange per una mia amica.

Caviglioni 3Avendo un lavoro a tempo pieno, come ti organizzi per portare avanti la tua passione? Nei ritagli di tempo, dalle 18:40 di sera fino a quando riesco fisicamente parlando. In pratica, non ho una vita. (ride)

I tuoi prossimi sogni? Vendere, vendere, vendere per produrre la prossima linea. Desidero far fare a Caviglioni il passo successivo. Delle piccole soddisfazioni per il momento le ho avute. Da parte mia, ci metto tanto impegno e dedizione, qualcosa accadrà sicuramente. Posso anticipare che nella prossima stagione ci sarà l’incursione di un’artista nelle mie creazioni.

 

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