Strage di Monaco: l’ascolana Stefania Ciotti barricata nel suo “Caffè Dames”

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di Andrea Ferretti

“Sono barricata nel mio ristorante, la Polizia ci ha fatto chiudere il locale e non ci fa uscire. Non si possono muovere neppure i clienti che si trovavano all’interno nel momento in cui è scattato l’allarme. Stiamo al sicuro ma non è davvero un bel momento. Speriamo bene”. E’ quello che aveva detto ieri sera l’ascolana Stefania Ciotti (nella foto di alcuni giorni fa, al centro mentre brinda con alcuni amici in un momento spensierato) ,che da un paio di anni vive a Monaco di Baviera dove è una delle titolari del “Caffè Dames”, proprio nel cuore della città, a due passi dal Museo Nazionale. Stefania era una delle titolari del “Caffè del Corso” che si trova in Piazza Sant’Agostino ad Ascoli Piceno. Cinzia Marini, l’altra titolare del “Caffè del Corso”, l’ha sentita al telefono non appena ha appreso alla tv la notizia della sparatoria avvenuta alla periferia della città, che ha coinvolto tutta Monaco di Baviera.

Per tutta la notte è stato un autentico coprifuoco, con i negozi costretti a chiudere all’improvviso, la stazione ferroviaria chiusa, i trasporti bloccati, la gente invitata restare in casa. In attesa che l’attentato venisse rivendicato. Ma così non è stato, visto che l’autore sembra essere stato un 18enne tedesco con evidenti problemi psicologici che si è dichiarato vittima del bullismo e che si è ucciso dopo avere però ammazzato 9 persone quasi tutti di giovane età. Fino a tarda notte le notizie giunte dalla città più “italiana” della Germania sono state frammentarie. Poi all’alba si è cominciato a capire che la sparatoria e i morti non erano frutto di un attentato dell’Isis.

Stefania Ciotti è comunque rimasta barricata nel proprio locale con il resto dello staff e numerosi clienti per diverse ore. Ironia della sorte, poche ore prima erano giunte a Monaco alcune sue amiche provenienti da Ascoli, che le avevano promesso di trascorrere qualche giorno di vacanza insieme. Una di queste, Franca Valianti che lavora al “Caffè del Corso” di Piazza Sant’Agostino, nelle ore cruciali si è messa al sicuro con altre amiche anche loro ascolane. “Appena appresa la notizia di quello che era accaduto, e appena scattato lo stato di allarme che è stato immediato – dice Cinzia Marini del “Caffè del Corso” – sono fuggite chiudendosi in casa in una città fantasma che in questo momento mi dicono completamente paralizzata”. A Monaco si continua a cercare possibili complici del giovane killer, anche se tutto sembra convogliare verso un’azione isolata commessa dal ragazzo di 18 anni che ha poi deciso di chiudere tutti i suoi problemi esistenziali sparandosi.