Investire nel Piceno e nel futuro: la filosofia di Arte Verde

0
1340

«Arte verde nasce con l’idea di realizzare giardini che siano in armonia con il paesaggio. Lavorare in un contesto urbano o  in aperta campagna, in un villino a schiera o in una casa colonica vuol dire avere accortezze diverse per non snaturare il paesaggio». Così sintetizza il pensiero dietro il proprio lavoro Eliano D’Angelo che, venticinque anni fa, ha avuto l’idea di fondare Arte Verde, azienda che si occupa della realizzazione di giardini e parchi e spazia dai prati a rotoli al verde pensile.

 

Ma cosa vuol dire, concretamente, creare un giardino senza snaturare il paesaggio circostante? «Cerchiamo di utilizzare esclusivamente piante autoctone e proporre, quando possibile, lavori di ingegneria naturalistica per ottenere interventi sempre meno impattanti nel contesto ambientale».

Dietro l’azienda, quindi, c’è una vera propria filosofia, un modo di vedere e vivere il verde che ha guidato e guida la sfida imprenditoriale. E le idee erano chiare fin dall’inizio. «Venticinque anni fa, io e il mio primo socio abbiamo fatto la scelta di non avere un vivaio e in molti ci hanno definito dei pazzi. Il motivo di questa scelta però era semplice: viviamo in un contesto in cui abbondano le aziende floro-vivaistiche e noi volevamo offrire qualcosa di diverso e dedicarci alla parte progettuale. Inoltre, non avere un vivaio vuol dire non dover cercare di vendere le proprie piante e quindi avere una maggiore flessibilità, poter rispondere meglio alle esigenze dei clienti».

Eliano D’Angelo

 

 

Questo indirizzo ben mirato è stato ciò che ha permesso ad Arte Verde di espandersi e realizzare idee innovative in una zona periferica come il Piceno. «La nostra la definisco una zona difficile» continua D’Angelo. «Il salto di qualità per noi è stato possibile perché dietro al nostro lavoro c’è una filosofia ben delineata e soprattutto perché cerchiamo ogni volta di far comprendere questa filosofia al cliente. Avere le idee chiare su cosa voglia dire realizzare un giardino ci ha permesso di portare avanti numerosi progetti sia nella zona delle Marche e dell’Abruzzo sia nel resto d’Italia, oltre che all’estero». Fra le sperimentazioni più interessanti che l’azienda sta portando avanti ci sono quelle nell’ambito del verde pensile e del verde verticale. Le coperture verdi, infatti, sono piuttosto comuni nel nord Europa ma in Italia sono ancora rare; nonostante ciò hanno innumerevoli vantaggi ambientali ed economici: creando una sorta di cappotto termico vegetale, infatti, è possibile limitare gli sprechi energetici e preservare le guaine sia nelle abitazioni che negli edifici industriali. A questo si deve aggiungere il valore estetico, spesso più importante per un’attività commerciale che per un privato: un caso esemplare è quello del maglificio Gran Sasso, per cui il team di Eliano D’Angelo ha curato i due ettari di verde che circondano lo stabilimento. «Per un’azienda del genere si tratta di un investimento utile a promuovere il proprio marchio: organizzando delle giornate promozionali all’interno del maglificio, infatti, i laboratori stessi diventano una vetrina da mostrare ai clienti».

Un’altra realtà con cui Arte Verde ha recentemente collaborato è quella del MAXXI di Roma: in particolare, l’azienda è stata coinvolta nella realizzazione della Green Gallery del museo, il progetto vincitore dell’ultimo YAP-Young Architects Program. «L’idea del progetto è quella di combinare architettura e verde, offrendo ai visitatori un percorso in cui camminare sfiorando le piante. Il nostro compito è stato quello di capire come realizzare concretamente l’idea vincitrice del concorso, scegliendo le piante più adatte allo scopo. Anche in questo caso siamo riusciti a portare avanti la nostra filosofia, utilizzando quasi solo piante autoctone».

La Green Gallery del MAXXI curata da Arte Verde (via Facebook)

E, a proposito di filosofia, un’altra idea portante nell’attività di Eliano D’Angelo è l’importanza di investire sui giovani: «un ragazzo alla prima esperienza può mancare di conoscenze pratiche ma formare un giovane vuol dire farlo appassionare al nostro lavoro, che è faticoso ma anche molto bello».

Insomma, investimenti sul territorio e sul futuro: una sfida audace nel Piceno oggi, ma Arte Verde sta dimostrando che è possibile vincerla.