L’imprenditore folgorato nella porcilaia a Force: le testimonianze di quei secondi terribili

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Force3BedroomsSleeps7_13081820356241sssSi tengono domani alle ore 15 a Monte Giberto i funerali di Sandro Scotucci, l’imprenditore di 68 anni morto ieri investito da una micidiale scarica elettrica da 20.000 volt. La salma, trasferita dopo la tragedia all’obitorio dell’ospedale di Ascoli, è stata restituita oggi alla famiglia. Proseguono intanto le indagini dei Carabinieri, ma anche del Dipartimento prevenzione di Area Vasta 5 per cercare di capire le cause che hanno determinato la morte dell’uomo, molto conosciuto a Force (da tanti anni aveva la porcilaia in contrada Montemoro) ma soprattutto a Monte Giberto (Fermo) dove era nato e viveva con la moglie e una figlia, e dove ora tutti lo piangono perché gli volevano bene e perché lui si era sempre prodigato per gli altri. Il giorno dopo la disgrazia arrivano testimonianze da brividi di chi in quel momento era lì e di chi è arrivato dopo una manciata di minuti.

M., un operaio rumeno che lavorava con Scotucci da tanti anni (la “Suinicola Picena” è di proprietà del nipote Marco), si trovava alle spalle dell’uomo raggiunto dalla scarica mortale. Non ha potuto fare nulla. Anzi, è stato sbalzato indietro a terra e deve la vita al fatto che indossava guanti e stivali di gomma. Da terra ha avuto la forza di fermare D., un inglese che lavorava con Scotucci da 30 anni e che è sopraggiunto di corsa. D. e M. hanno avuto la lucidità di non avvicinarsi a Sandro, già morto e rimasto orribilmente attaccato al quadro elettrico, parzialmente sfigurato. Hanno avuto la forza di chiamare i soccorsi con un telefono cellulare e sul posto sono giunti in successione Carabinieri, vigili del fuoco e 118. Anche i pompieri hanno però dovuto attendere l’arrivo di una squadra dell’Enel, unica in grado di disattivare la corrente e permettere la rimozione del cadavere rimasto lì per oltre un’ora.

Sembra che i tecnici dell’Enel siano arrivati a Force perché sollecitati da Scotucci che da un giorno e mezzo aveva l’allevamento privo di elettricità e non poteva quindi dar da mangiare e bere ai suoi maiali. Preoccupato per questo, ha probabilmente cercato di fare qualcosa da solo. Sta di fatto che adesso non c’è più e il dolore è grande sia a Force (nella foto) che a Monte Giberto. La cabina dell’Enel è stata posta sotto sequestro, ma non l’allevamento, al momento alimentato da un generatore di corrente.

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