16 giugno 1991, Nedo Sonetti ad AscoliLive.it ricorda Reggiana-Ascoli: “Fu una delle partite più emozionanti della mia vita”

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di Massimiliano Mariotti

E’ un Nedo Sonetti emozionato quello che ad AscoliLive.it ha voluto ricordare la sofferta promozione del 1991 a Reggio Emilia conquistata proprio con l’Ascoli nello storico 3-3. E domenica i bianconeri tornano a giocarsi qualcosa di molto importante proprio contro la Reggiana. Alla nostra domanda: “mister come sta?”, Sonetti risponde ridendo: “Io sto bene grazie, e ho visto che anche l’Ascoli sta molto bene”. Andiamo quindi, con questa intervista esclusiva, a ricordare insieme a lui quella storica partita. Una gara che tantissimi tifosi del Picchio non dimenticheranno mai.

Domenica si giocherà Reggiana-Ascoli, lei ha un bel ricordo del precedente del 1991?

“E bè direi proprio di si. Quella partita fu per noi la storica promozione in serie A. Era un gara determinante e fondamentale, ci si giocava tutto. Fu una delle partite più emozionanti della mia carriera. Ricordo il presidente Rozzi che volle assolutamente venire in panchina con noi, per lottare e soffrire insieme alla squadra”.

L’inizio di quella gara non fu dei migliori, l’Ascoli andò subito sotto di due gol e le cose si complicarono…

“Si, anche se i giocatori erano carichi e concentrati andammo sotto di due gol. Il primo arrivò da un nostro errore difensivo. Cavaliere rinviò male un pallone crossato dalla sinistra. La palla arrivò quasi al limite della nostra area e fu raccolta da Melchiori che lasciò partire un tiro preciso e forte. Lorieri non ci arrivò e loro passarono subito in vantaggio. Dopo altri 6 minuti Morello della Reggiana scattò sulla fascia sinistra e mise un cross sul secondo palo dove arrivò Brandani tutto solo e infilò di testa”.

Subito dopo il gol del 2-0 lei sostituì Cavaliere. Lo volle punire per l’errore commesso sul gol della Reggiana?

“No assolutamente. Fu una scelta di tattica. Eravamo sotto di due gol e dovevo dare una scossa alla squadra. Fortunatamente Cvetkovic riuscì ad accorciare le distanze. Approfittando di una loro leggerezza difensiva, infilò di testa anticipando il portiere. A quel puntò riuscimmo a riportarci sul risultato di parità prima della fine del primo tempo. Zaini fece una triangolazione con un compagno e puntò dritto verso il limite destro dell’area di rigore avversaria. Mise un pallone che attraversò tutta l’area e sul versante sinistro arrivò Pergolizzi come un treno, che tirò di sinistro sul secondo palo facendo 2-2”.

Il presidente Rozzi come reagì quando a pochi minuti dalla fine arrivò il 3-2 ancora segnato da Melchiori?

“Il presidente lasciò la panchina e se ne andò dalla stadio. Poi arrivò il 3-3 sul rigore di Casagrande. In quell’azione fu bravissimo Aloisi che prese palla a centrocampo e si involò verso l’area avversaria. Riuscì a saltare tre avversari, l’ultimo dei quali fece un intervento su di lui e l’arbitro Amendolia fischiò rigore. Quando chiamarono il presidente Rozzi per comunicargli la promozione in serie A, lui era già arrivato al casello di Modena, e rigirò subito per tornare allo stadio e festeggiare con la squadra e con i tifosi”.

Il risultato di Lucca vi diede una mano…

“Anche il Padova era in lotta per la promozione. Noi e loro ci giocavamo il quarto posto, l’ultimo disponibile per salire in serie A. Loro giocavano contro la Lucchese in trasferta e persero 2-1. Questo ci facilitò le cose”.

Al termine della gara esplose la gioia dei tantissimi ascolani assiepati nel settore ospite. Sembrava quasi di giocare in casa?
“In una partita fondamentale era normale che ci fossero tutti quegli ascolani a sostenere la squadra. Era lo scontro più importante dell’intero campionato. Il calore dei tifosi dell’Ascoli fu determinante come sempre. Loro ci aiutarono tantissimo a recuperare la gara soprattutto quando eravamo andati sotto con il risultato. Poi a fine gara esplose sia la loro gioia, che la nostra. Ci fu un’invasione di campo e andammo tutti a festeggiare con loro”.

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