Spinetoli, Luciani incontra il prefetto di Ascoli: “Abbiamo sempre lavorato per l’integrazione”.

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ASCOLI – Martedì 2 gennaio il sindaco di Spinetoli Alessandro Luciani ha incontrato il prefetto di Ascoli Rita Stentella insieme al Presidente della Provincia Paolo D’Erasmo, il comandante dei Carabinieri Ciro Niglio e della Guardia di Finanza Massimo Patrizio Paoluzi (ora ex) per discutere dell’incendio della palazzina di Spinetoli in via Tevere. “Quando pensavamo che la situazione fosse divenuta tranquilla, che gli animi si fossero placati ed i movimenti di pancia avessero lasciato il posto a confronti più sereni e a una risoluzione del problema, c’è stato qualcuno, un delinquente, che ha pensato bene di versare benzina sul fuoco per riaccendere le polemiche. E ci ritroviamo punto a capo”, così ha esordito il primo cittadino. Luciani ha tenuto a ribadire che Spinetoli è da sempre favorevole all’immigrazione, sottolineando che il 10% della popolazione è composta da immigrati regolari. “I cittadini si sono sempre prodigati per favorire l’accoglienza, in questo momento però temiamo la rottura del tessuto sociale di generazioni di famiglie e questa tensione, cavalcata da alcune forze politiche, non aiuta. Spero che ci si dia un limite”.

Il sindaco ha fatto notare che la casa di via Tevere non è idonea all’ospitalità di qualsiasi persona perché si trova a ridosso della Bonifica, una zona ad alta densità di spaccio e prostituzione e c’è il rischio che si formi un ghetto di 50 persone in una casa. “Come Amministrazione”, continua il primo cittadino, “continueremo ad usare la linea della condivisione con il comitato, il Prefetto e le Forze dell’Ordine, sulla tematica dell’immigrazione. Cercheremo di far cambiare idea a chi strumentalizza e chi la pensa diversamente. L’immigrazione è sempre stato un dato di fatto, siamo tra uno dei mille Comuni italiani (su 8 mila) a essere stati scelti per l’accoglienza, il nostro unico obiettivo è l’integrazione”.

Luciani, inoltre, dopo aver chiesto più volte al comitato di togliere gli striscioni, con una presa d’atto in questi giorni farà sì che siano tutti rimossi, non solo su proprietà pubbliche ma anche sulle private. “Ci dissociamo da ciò che è accaduto e ripristineremo la normalità. Chiediamo, inoltre ai membri del comitato di tenere un tono basso. Lo ribadisco, il focolare stava scemando, eravamo riusciti a tranquillizzare i cittadini e in maniera pacata si stavano cercando delle possibili soluzioni”. L’adesione allo Sprar rimane una di queste, e per l’amministrazione di Spinetoli garantirebbe un’immigrazione regolata, un’accoglienza dignitosa e l’integrazione.


“Il metodo è stato sbagliato”, conclude Luciani, “il Cas da 50 posti in un luogo non idoneo ha fatto scaturire la rabbia dei cittadini. Questo è quanto. L’ho già detto in altre occasioni, è facile riempirsi la bocca di parolone come razzismo, quando non si ha il compito di amministrare una città e si deve tener conto anche delle esigenze dei cittadini. È facile urlare e puntare il dito quando non si conoscono i fatti, quando non si appura nemmeno se i requisiti della struttura c’erano o no. E sia per la posizione sia per l’abitabilità i requisiti non c’erano. Ciò è un segno incontrovertibile che a certe forze politiche non interessa né il tessuto sociale di una città, né il destino di 50 immigrati stipati in una casa”.

Ad oggi, a seguito dell’incendio, la casa risulta anche inagibile. L’Amministrazione rimane in attesa dei risultati delle indagini.

Foto: Picenoggi.it

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