Acquasanta Terme (AP), l’antico mulino ad acqua di Ernesto Angelini riprende vita

0
964

Siamo a Piedicava, una frazione di Acquasanta Terme (AP), che dista circa un chilometro in linea d’aria dalla strada statale “Via Salaria” e dalla civiltà. Un luogo magico, silenzioso, incontaminato, immerso nel verde dove le persone possono rigenerarsi. Ѐ qui che si trova il protagonista di questa storia: l’antico mulino ad acqua di Ernesto Angelini. Seppur ancora funzionante, il sisma del 2016 lo ha reso inagibile.

La storia del mulino

Dell’antico mulino ad acqua di Ernesto Angelini si possono trovare delle testimonianze riportate sul libro di Virgilio Cognoli, sacerdote storico originario di Acquasanta Terme (AP). Stando alle sue ricerche, si attesta la costruzione di un mulino in località Piedicava nel 1504, mentre l’abitazione annessa è stata ristrutturata nel 1913 quando venne acquistato da Angelini Luigi Raffaele, nonno di Ernesto. Il mestiere venne tramandato al padre fino ad arrivare al 2014 quando venne preso in gestione da Ernesto e la sua famiglia. A seguito degli ampliamenti riguardanti le macine di pietra, nello stesso anno riprese anche l’attività molitoria.

Il mulino ha funzionato a pieno ritmo fino ai primissimi anni sessanta (1962 /1963) con attività giornaliera. Questo svolgeva anche una funzione sociale. “Per macinare un quintale di grano ci vogliono quasi due ore per cui arrivavi al mulino molto spesso dovevi fare la fila. Potevi aspettare anche 4 o 5 ore. In attesa della macinatura, le persone scambiavano due parole, raccontavano il loro vissuto e cosa accadeva nel proprio paese. Il mulino diventava una sorta di centro sociale”.

Con l’avvento dall’emigrazione e dallo spopolamento della montagna e delle campagne, l’attività del Mulino è terminata. Siamo intorno al 1967. “A quel punto con la mia famiglia decidemmo di trasferirci ad Ascoli Piceno per lavoro, ma il mulino non l’abbandonammo mai. Il sabato e la domenica io e mio padre tornavamo in quel posto per macinare il grano di qualche contadino dei dintorni in maniera sporadica e per fare manutenzione” rievoca Ernesto. “Sono cresciuto in quel luogo. Ricordo ancora quando mio nonno e la macina in funzione. Negli anni mi sono appassionato ed è nata in me la consapevolezza di avere un bene da salvaguardare”.

Negli anni ottanta queste strutture sono finite nel dimenticatoio mentre nei primi anni novanta si è assistito ad una riscoperta delle stesse. “Tornarono persone dall’estero a vedere il mulino, luogo in cui erano stati da bambini con i nonni a macinare il grano. Si meravigliavano che ancora fosse in funzione. Allora decisi di iniziare a promuoverlo presso le scuole”. Questo ebbe da subito un ottimo riscontro. Iniziarono ad arrivare scolaresche da Ascoli Piceno (AP), San Benedetto del Tronto (AP), Teramo (TE), Ancona (AN), Roma (RM), Porto San Giorgio (FM), Milano (MI) e così via.

Gli eventi al mulino

Molti gli eventi estivi organizzati prima del sisma. Negli anni 2000, infatti, grazie al progetto “Piceno da scoprire” vennero organizzate visite guidate per promuovere il territorio e dedicarono il sabato alla riscoperta del mulino.

Altra iniziativa è l’istituzione della Giornata del Paesaggio da parte dell’associazione “Radici del futuro” di cui Ernesto Angelini fa tutt’ora parte: una domenica di agosto da trascorrere al mulino per vederlo in funzione, acquistare prodotti biologici ed approfondire l’uso dei grani antichi nell’alimentazione. Questo evento nel 2014 vide come ospite anche Salvatore Ceccarelli, agronomo genetista di fama internazionale e docente universitario dell’Università Politecnica delle Marche.

Ancora, le Giornate Europee dei Mulini dell’AIAMS l’Associazione italiana Amici dei Mulini Storici di Revere di Borgo Mantovano (MN) di cui Ernesto è stato referente regionale fino all’estate scorsa. Oltre 6.000 le presenze totali. “In 10 anni raggiungere tale numero di persone in un posto come questo, raggiungibile solamente a piedi, su strada sterrata nell’ultimo tratto di 500/600 metri non è cosa da poco, è una risorsa” ribadisce Ernesto.

2016: il sisma che ha stravolto il centro Italia

Seppur ancora funzionante, il sisma del 2016 ha reso inagibile il mulino di Ernesto. “Dopo quattro anni e mezzo siamo riusciti finalmente a presentare un progetto alla Sovraintendenza” ci racconta Ernesto Angelini, custode del mulino. “Grazie anche al Comune e alle Istituzioni di Acquasanta Terme che hanno deciso di aiutarci in quanto reputano il mulino una risorsa dal punto di vista storico-culturale e turistico per il territorio”.

Dopo l’approvazione della Sovraintendenza, l’Ufficio Ricostruzione del Terremoto emanerà il decreto assegnazione della cifra da stanziare. “Hanno stabilito l’entità dei danni e confermato un livello operativo L3, quindi la cifra a disposizione che dovrebbe essere di oltre 200.000 euro. Speriamo di iniziare i lavori entro l’estate”.

Le foto del mulino contenute in questo articolo hanno vinto il concorso nazionale indetto dall’AIAMS (Associazione Italiana Amici dei Mulini Storici) nel 2016; autrice Stefania Proietto di Pretoro (Chieti).

 

Indirizzo: Villa Piedicava

Località: Acquasanta Terme

Pagina Facebook: Antico mulino ad acqua Angelini

Email: mulinodipiedicava@gmail.com