Accadde domani, 6 febbraio 2014: inizia l’era Bellini

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accadde domanidi Andrea Ferretti

Dal Tribunale di Ascoli al recentissimo orologio ufficiale dell’Ascoli Picchio ce ne passa. Ma con Francesco Bellini le distanze si sono accorciate e, in un solo anno, è cambiata la fisionomia calcistica (e sportiva) di una città che nel dicembre del 2013 – ironia della sorte proprio nei giorni dell’anniversario della morte di Costantino Rozzi – aveva conosciuto il momento più brutto della sua ultracentenaria storia. Il fallimento dell’Ascoli Calcio, poi l’arrivo di Bellini, la rinascita, la ricostruzione, un campionato concluso per fortuna senza che fossero previste retrocessioni, la nuova stagione (siamo a metà strada) da protagonisti con l’obiettivo serie B che non appare irraggiungibile. Il 6 febbraio 2014 è una data importante per l’Ascoli. Da affiancare a quelle delle promozioni e delle miracolose salvezze vissute dall’estate 1972 (primo approdo in B) a oggi. Fu il giorno in cui venne aperta l’unica busta presentata, quello in cui si ripartì dopo il fallimento. Un giorno preceduto da una notte di passione e trepidazione con un corteo di 500 tifosi che la sera prima portarono in trionfo (nulla in confronto a ciò che sarebbe accaduto il giorno dopo) Francesco Bellini in piazza del Popolo, simbolo della città e di una realtà sportiva che da molti decenni la rappresenta in Italia e nel mondo. L’imprenditore farmaceutico italo-canadese fin da quelle prime battute venne affiancato da coloro che sarebbero poi diventati gli altri azionisti dell’Ascoli Picchio Fc 1898: Piero Palatroni (solo per un brevissimo periodo), Battista Faraotti, Gianluca Ciccoianni e Giuliano Tosti. Subito dopo il primo ingaggio, fondamentale, quello del direttore generale Gianni Lovato che sta guidando il club con successo. L’annuncio venne dato dal giudice delegato ai fallimenti del Tribunale di Ascoli, Raffaele Agostini. Nell’unica busta pervenuta, poi gelosamente custodita (ovviamente vuota, autentico cimelio) da Gianni Luzi, portavoce degli ultras in mille occasioni, c’era l’offerta minima prevista: 860.000 euro. Bellini ne avrebbe poi spesi molti di più, con i risultati che dopo 365 giorni sono sotto gli occhi di tutti. Oltre mille i tifosi che, sindaco Castelli in testa, attesero l’annuncio – erano le ore 16,19 – davanti al Tribunale e che poi sfilarono per le vie e le piazze del centro. Dopo mezzora Bellini uscì dalla sua casa, atteso da una folla impazzita. Non riusciva a capacitarsi di tanto entusiasmo. Ma era tutto vero. E, soprattutto, bello.

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