Ascoli Picchio, l’analisi: a Carpi vietato sbagliare. Addae sempre in panchina ma in trasferta può essere utile

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Bright Addae

 

di Bruno Ferretti

La vittoria casalinga con lo Spezia (terza stagionale) aveva consentito all’Ascoli di compiere un bel passo in avanti. La sconfitta di Bari, al contrario, ha stoppato la risalita del Picchio facendolo scivolare di nuovo in piena zona retrocessione. L’espulsione (esagerata) di Gigliotti dopo 38 minuti ha condizionato la partita dell’Ascoli che nella ripresa – in inferiorità numerica – si è arreso al Bari. Per l’entrata a gamba tesa di Gigliotti su Improta (comunque inutile, visto che si trovavano nel cerchio di centrocampo) poteva bastare un cartellino giallo, ma l’arbitro Serra ha usato eccessiva severità. Il rosso ha penalizzato l’Ascoli che aveva già perso per infortunio l’altro difensore centrale Padella. Tutti d’accordo su questo. Ma adesso basta piangere sul latte versato, o meglio sul torto subìto. Meglio concentrarsi sulla prossima partita di sabato a Carpi, seconda consecutiva trasferta. Per l’Ascoli sarà necessario, anzi fondamentale, riportare qualche punto dal campo emiliano per non correre il rischio di ritrovarsi sul fondo della classifica. Il Carpi è un ostacolo difficile da superare, ma non impossibile. Poi l’Ascoli tornerà al “Del Duca” per ospitare la matricola Foggia.

Maresca e Fiorin a Bari hanno fatto esordire il ventenne Parlati che se l’è cavata discretamente bene giocando con buon personalità, per nulla emozionato. Sono rimasti in panchina D’Urso, Varela e De Feo, quest’ultimo finora utilizzato pochissimo. Ancora escluso anche Addae il quale, evidentemente, non rientra nei piani dei tecnici visto che non ha giocato neppure un minuto nonostante tre partite in sette giorni. Addae (nella foto) non ha grande qualità tecniche, ma possiede tanta forza e sa arginare le azioni degli avversari. A Bari poteva essere utile in fase di contenimento (in passato, in casi di emergenza, ha ricoperto perfino il ruolo di centrale difensivo e l’ha fatto anche bene) a centrocampo per limitare i danni quando il possesso passa non aveva più senso con il risultato ormai compromesso. Ma Bari è ormai alle spalle. Adesso l’Ascoli deve pensare al Carpi: partita che ha il sapore di una svolta.

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