Ascoli Picchio, “il punto” di Andrea Ferretti: L’illusione di Cacia

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Altro che “Profondo Rosso”. Dopo Ascoli-Verona è “Profondo bianconero” checchè ne pensino o dicano anche gli ultras più incalliti che mettono in primo piano fede e passione al di là dei risultati o della categoria. A proposito: ma mica è obbligatorio che l’Ascoli giochi in B! Intanto tifiamo Ternana sperando che il Trapani nell’ultimo posticipo della nona giornata non vinca la sua prima partita scavalcando così in un colpo solo Ternana e Ascoli e lasciando il Picchio solo soletto all’ultimo posto. Non è questione di “l’avevo detto” oppure “ma tanto si sapeva come andava a finire”. Del resto mister Aglietti e il d.s. Giaretta quando sono stati chiamati dall’amministratore unico Cardinaletti per firmare il contratto manco se la immaginavano, loro per primi, di vivere una situazione del genere a metà ottobre. Al di là delle dichiarazioni di facciata che vengono consegnate a Coverciano al termine dei corsi che abilitano allenatori e direttori sprtivi, sono proprio loro due i più imbestialiti. Avevano studiato a tavolino la nuova squadra ed erano convinti di non dover arrancare in questo modo dopo nove giornate. Non potevano però sapere che Cacia avrebbe saltato quasi metà delle partite segnando appena due gol, e che Giorgi – l’altro elemento su cui sarebbe stata costruita la squadra – sarebbe sceso in campo solo 19 minuti.

Due presenze che avrebbero probabilmente avuto il potere quantomeno di ovattare il deficit tecnico e di personalità di un gruppo composto da giovani di belle speranze e diversi protagonisti della promozione in B, che se quell’anno il Teramo non fa la frittata l’Ascoli la B continuava a vederla sull’album della Panini. Da tre campionati la squadra gioca male. Pur vincendo il campionato, era così con Petrone in serie C. Stesso allenatore e stessa musica l’anno dopo in B, cioè il passato campionato. Con l’arrivo di Mangia cambiò solo che Cacia nel ritorno segnò 13 gol salvando la squadra da solo. E’ stato proprio questo a illudere terribilmente il patron Francesco Bellini sulla tranquilla salvezza da conquistare quest’anno. Ecco allora il sofferto rinnovo di contratto a Cacia (il resto sono quasi tutti prestiti o ingaggi di svincolati, cioè spesa minima per una serie B) e un bel carico di speranza. “Aglietti e Giaretta sono più capaci dei loro predecessori, tu come l’anno passato segnerai almeno 17 gol, ed è fatta” avrà detto rivolgendosi al bomber di Catanzaro. Ma non è andata così. Almeno finora. E da due mesi continua il mio rompicapo dopo che un amico tifoso insiste chiedendomi “quali sono le quattro squadre di B peggio dell’Ascoli?”. Non riesco ancora a dargli una risposta.

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