Augusto Curti: “La ricostruzione sia un’opportunità per i giovani. Vedremo più cantieri nel 2021”

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Augusto Curti, Sindaco di Force (AP), racconta ad AscoliLive il proprio ruolo di coordinatore dei piccoli comuni ANCI Marche, come ha gestito la ricostruzione post sisma, l’emergenza Covid e la raccolta differenziata dei rifiuti.

Coordinatore dei piccoli Comuni ANCI MARCHE

“In ANCI Marche, insieme ad un coordinamento formato da 20 Sindaci, cerco di seguire le istanze e le esigenze dei piccoli Comuni (con una popolazione inferiore ai 5.000 abitanti) per farle arrivare sui tavoli regionali o nazionali. Affrontiamo le problematiche a 360 gradi. Essendo coordinatore dei piccoli Comuni, sono anche membro della consulta nazionale dei piccoli Comuni. Ѐ un ruolo di grande responsabilità e di grande impegno, che sto cercando di portare avanti con il massimo della serietà nei confronti degli altri Sindaci.”

“La regione Marche è composta per il 75% da piccoli Comuni. Non è detto che su tutti i piccoli Comuni ci siano le stesse problematiche. Se prendiamo come esempio l’emergenza causata dal sisma che ha colpito il centro Italia, in un piccolo Comune dell’entroterra, a differenza di un piccolo Comune sulla costa, il problema principale è quello dello snellimento della burocrazia per poter ripartire con il processo di ricostruzione. In ANCI, rappresentiamo tutte le esigenze che vanno dalla sanità, al sisma, alla pandemia, in stretto rapporto con la Presidente dell’ANCI Marche che è Valeria Mancinelli”.

“Molte volte vediamo che una problematica affrontata da un singolo Comune trova difficoltà nel vedere risposte. Un tema affrontato insieme a livello locale, regionale ma ancora di più, come molte battaglie che abbiamo fatto, a livello nazionale sui tavoli ministeriali, invece, raggiunge un riscontro più facilmente. Non è semplice ma devo dire che negli ultimi anni c’è stata da parte del Governo centrale un’attenzione particolare, non ultimo con i fondi che sono stati stanziati proprio per i piccoli Comuni a sostegno delle attività economiche, artigianali e commerciali. Probabilmente dovuta al fatto che dopo il Covid si è riscoperta l’importanza dei piccoli centri che sono risultati i più sicuri da questo punto di vista. Un patrimonio che appartiene a tutti. Ѐ bene investire sulle grandi realtà ma dobbiamo tener conto che l’Italia è costituita soprattutto di tanti piccoli Comuni che rappresentano un grande valore dal punto di vista idrogeologico, ambientale e della tenuta del territorio”.

Come avete gestito la ricostruzione post terremoto?

“Sono trascorsi 4 anni da quella terribile catastrofe. Tutti noi Sindaci abbiamo messo in campo le leggi definite a livello nazionale che offrivano delle opportunità e delle risposte per i cittadini terremotati. Ricordo una prima fase dell’emergenza molto difficile. Con l’attuale commissario straordinario, il Dott. Giovanni Legnini, si è registrato un cambio di passo nell’accelerazione della ricostruzione e nella sburocratizzazione. Sono sicuro che vedremo più cantieri nel 2021”.

Force (AP)

Come avete gestito l’emergenza Covid?

“In primis, l’abbiamo gestita insieme. Siamo stati bravi, nei momenti più difficili, a ritrovarci con gli altri amministratori e la comunità. C’è stata la massima solidarietà e aiuto reciproco tra le varie amministrazioni. Ѐ chiaro che nei piccoli centri le difficoltà si amplificano. Basti pensare alla mancanza di infrastrutture e fibra ottica che permetta di erogare servizi quali la didattica a distanza e lo smart working”.

“Oggi dobbiamo essere un punto di riferimento per la nostra comunità. Abbiamo effettuato lo screening di massa. L’invito che facciamo è di fare il tampone poiché più informazioni gli operatori sanitari e la Regione riescono ad avere, più risulterà facile prendere delle decisioni e delle contromisure per fronteggiare questa emergenza”.

Force: un paese sempre più attento alle politiche ambientali

“Nel momento in cui dovevamo fare delle scelte legate al problema dei rifiuti, abbiamo pensato in qualcosa di diverso rispetto a quello che abbiamo visto negli altri Comuni marchigiani e del piceno. Il sistema di raccolta porta a porta era un qualcosa che come Amministrazione non ci dava molto entusiasmo. Abbiamo optato per un sistema che fosse più lungimirante ed innovativo: postazioni completamente automatizzate disponibili su tutto il territorio. Ogni cittadino ha una tessera che lo identifica al proprio nucleo familiare. Nel momento in cui si reca alla postazione, si identifica, pesa il proprio rifiuto sulla bilancia e automaticamente si apre lo specifico cassonetto di competenza, a seconda della tipologia di rifiuto”.

“Abbiamo avviato l’Ecocentro, anche questo completamente automatizzato, utilizzabile h24 in quanto l’accesso è regolarizzato con la stessa tessera del nucleo familiare. Quindi oltre ai tradizionali rifiuti (carta, plastica, indifferenziato e vetro), si ha la possibilità di conferire tutto il resto (quali elettrodomestici, ingombranti, ect.) che il Comune è tenuto a gestire per lo smaltimento. Adesso l’obiettivo è quello di arrivare alla tariffa puntuale ed oggi possiamo dire che le postazioni che abbiamo ci permettono di fare sia una tariffa puntuale (più produco e più pago), sia quella di dare una priorità ai cittadini che si sono dimostrati più virtuosi”.

“Di recente abbiamo anche installato una Casa dell’Acqua. Lo spirito è quello di andare ad abbattere la produzione di plastica”.

Progetti futuri

“I progetti futuri di cui ci occuperemo nell’immediato sono legati alla ricostruzione post sisma. Dobbiamo pensare ad una ricostruzione che rimetta in piedi i nostri edifici pubblici e privati e li renda più belli e soprattutto più sicuri. Non dobbiamo pensare alla ricostruzione come una mera ristrutturazione ma dobbiamo investire queste risorse che oggi ci vengono trasferite dallo Stato per innovare, come il recupero del centro storico. Considerare la ricostruzione come una ripresa economica e un’opportunità per i giovani che vogliono aprire una nuova attività. Quando saremo arrivati ad un buon punto della ricostruzione, le amministrazioni future si troveranno un buon valore aggiunto che andrà messo in campo per ridare vita ai territori dell’area montana e soprattutto per renderli più attrattivi sia per i turisti, sia per chi vuole viverci”.

 

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