Ciclismo: i tre Ceci agli Europei, ma il Comune di Ascoli demolirà il Velodromo

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di Bruno Ferretti

Loro, in maglia azzurra, tengono alto, anzi altissimo (da diversi anni), il nome di Ascoli. Fino a domenica sono impegnati ai Campionati Europei di ciclismo su pista della categoria Elite, dopo aver gareggiato e vinto le più importanti competizioni in tutti i continenti. E il Comune di Ascoli, per tutta risposta si prepara ad eliminare il Velodromo di Monticelli, dove si allenano questi valorosi atleti. E’ l’unica pista ciclistica delle Marche e una delle poche del centro Italia. Quando non ci sarà più, finiranno le gare (quest’anno ce ne sono state anche un paio di livello internazionale) e questi giovani campioni per allenarsi dovranno andare molto lontano (Montichiari, provincia di Brescia) percorrendo ogni volta – fra andata e ritorno – un migliaio di chilometri Insomma un paradosso.

I ciclisti in questione sono i fratelli Francesco e Davide Ceci e il cugino Luca. Tutti e tre (nella foto, da sinistra: Luca, Francesco e Davide Ceci) hanno conquistato numerosi titoli italiani e fanno parte da molti anni della Nazionale azzurra di ciclismo su pista. In questi giorni sono impegnati a Berlino negli Europei 2017. Nella Velocità sono stati eliminati in batteria ma domani sabato 21 ottobre disputeranno la gara del Km da fermo dove possono fare molto bene. Poi domenica Francesco e Luca disputeranno il Keirin. Tutte le finali degli Europei vengono trasmesse ogni giorno in Tv da Eurosport a partire dalle ore 19,30. La Nazionale italiana è guidata dai due CT Edoardo Salvoldi e Marco Villa, e dal coordinatore delle nazionali Davide Cassani.

Nel popoloso quartiere di Monticelli,  come noto, il Velodromo gira intorno a un campo di calcio che non ha misure regolamentari. O meglio, è abilitato solo per partite fino alla Prima Categoria dilettanti, mentre il Monticelli da tre anni milita (onorevolmente) in Serie D e, per giocare le partite casalinghe, è costretto a chiedere ospitalità ad altri Comuni. Il Monticelli, in pratica, gioca sempre in trasferta. Senza sostenitori è un danno per la squadra e anche per la società costretta a spendere il doppio.

Il problema non si pose il primo anno di Serie D perchè il Monticelli, secondo logica, disputò tutte le partite casalinghe al “Del Duca”: l’Ascoli in B giocava il sabato, il Monticelli in D la domenica. Negli ultimi due anni questa soluzione non si è ripetuta, e il Monticelli ha dovuto iniziare una sorta di pellegrinaggio che  continua. Al “Del Duca” ci sarebbe spazio per entrambe le squadre ascolane, ma pare che il Picchio non sia molto contento di condividere lo stadio con altri. Il Monticelli è la seconda squadra cittadina e ha i suoi diritti. Presidente della società è Piero Palatroni, ex socio azionista dell’Ascoli Picchio che lasciò dopo circa un mese dall’acquisto. Anche l’allenatore Nico Stallone, il vice Mauro Iachini e diversi calciatori sono ex bianconeri dell’Ascoli. Collaborare potrebbe essere utile a entrambe le squadre.

Invece il Comune dovrà spendere non pochi quattrini, per ampliare il campo di calcio e renderlo agibile per il Monticelli. E il Velodromo “Don Mauro Bartolini” verrà smantellato nonostante le forti proteste del mondo ciclistico ascolano e non solo (si è mosso anche Di Rocco, presidente nazionale della Federciclismo). Le imprese dei pluricampioni azzurri Ceci meriterebbero di essere sostenute e valorizzate, invece rischiano di essere penalizzate. Assurdo.

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