Venti anni di assenza ed un ricordo sempre indelebile. Ascoli e il Piceno ricordano il mito di Rozzi

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Chissà se lo avrebbe mai immaginato: un bandierone di oltre 600 metri quadri con il suo volto, migliaia di persone a gridare il suo nome, la squadra di calcio che indossa i “suoi” calzettoni rossi, un intero territorio che ancora lo riconosce non come un personaggio ma come “il” personaggio simbolo del Piceno. No, lui che ha sempre volato basso, tra la gente e insieme alla gente, probabilmente non avrebbe mai immaginato di restare l’indiscusso punto di riferimento dell’ascolanità anche a distanza di due decenni dalla morte.

Le gesta di Costantino Rozzi, a venti anni dalla sua scomparsa, dimostrano di essere immortali.

Il figlio Fabrizio parla del grande affetto della città verso Costantino. “Alcuni giovani quando lui è morto non erano ancora nati, ma lo considerano ugualmente come un personaggio e un esempio positivo. Questo affetto verso di lui non può che riempirmi di gioia. Sono onorato quando qualcuno mi ferma per strada e vuole salutarmi, trasmettendomi tutta la sua riconoscenza per papà”.

Sulla stessa lunghezza d’onda anche Annamaria, sorella di Fabrizio, Antonella e Alessandra: i figli del compianto Costantino e della moglie Franca (oggi 82enne).

In questi giorni va online il sito www.costantinorozzi.it, promosso per raccogliere le tantissime testimonianze, i ricordi e gli omaggi in onore del presidentissimo.
da Resto del Carlino – Gigi Mancini

BELLINI: “PER ORA SONO MOLTO INDIETRO RISPETTO A LUI”

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