Speciale “E’ tv”, il presidente Bellini: “Ascoli, andiamo talmente veloci che se ci sparano non ci prendono”

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Francesco Bellini con la moglie Marisa

Bellini e moglie

 

di Massimiliano Mariotti

Nel giorno del suo compleanno l’emittente televisiva E’ tv Ascoli ha mandato in onda uno speciale dedicato a Francesco Bellini girato direttamente nella sua Cantina Domodimonti. ll presidente dell’Ascoli, insieme a sua moglie Marisa Nardini, ha ripercorso le tappe più importanti della sua vita e della sua carriera professionale come imprenditore farmaceutico mondiale. Poi il presidente ha ricordato le emozioni vissute con l’acquisto dell’Ascoli e le responsabilità che sono nate con il nuovo progetto del Picchio.

Tre parole per definire Francesco Bellini?
“Io sono una persona normalissima come tutti. Mi piace la scienza, la logica, l’onestà. Vengo da una famiglia umile dove si doveva lavorare dopo la scuola. Non avevo molto tempo per  giocare con i miei coetanei anche se il calcio mi piaceva moltissimo”.

Marisa come ha conosciuto Francesco?
“In realtà prima ho conosciuto prima i suoi genitori, poi lui. In Canada la comunità era molto piccola e quando la sua famiglia arrivò là mia madre mi disse di andare ad aiutare la signora Bellini a scaricare. Avevo 13 anni e ci incontrammo per la prima volta, poi mia nonna ci mise del suo”.

Presidente come si è affermato nel mondo degli affari?
“Finiti gli studi come perito chimico, divenni un ricercatore. Non ne eravamo molti e in Canada divenni presidente dei ricercatori. Insieme al business l’altro obiettivo principale è quello di aiutare le persone a curare le proprie malattie. Abbiamo inventato il farmaco contro l’Aids che oggi è il più venduto nel mondo. Nonostante i vari investimenti fatti, il pane lo guadagniamo con la medicina”.

Avete effettuato degli investimenti importanti anche nelle nostre zone, cosa vi ha spinto? Le origini?
“Credo che ci siamo comportati come buoni cittadini. Abbiamo investito 25 milioni di euro tra la tra Cantina Domodimonti e l’Ascoli Picchio. Con l’Ascoli abbiamo voluto investire 10 milioni di euro. La loro gestione riguarda tutta la nostra famiglia e, se domani mi dovesse succedere qualcosa, ci saranno Marisa e i nostri figli a portare avanti questi importanti progetti. Sapevamo che andavamo a perdere dei soldi, ma ci piaceva fare qualcosa di importante per il luogo che rappresenta le nostre origini”.

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Quando l’Ascoli è fallito, lei e Marisa siete arrivati al momento giusto?
“Sinceramente non so se era il momento giusto. In passato ero stato interessato all’Ascoli anche se poi questo interesse lo avevo perso. Quello che mi ha impressionato è stata la gente ascolana. Non ho mai visto nessuno piangere per una società di calcio. In passato circa 20-30 anni fa con Rozzi l’Ascoli era una squadra al top del calcio italiano. Poi piano piano è iniziato il declino, prima dalla serie A è passata in serie B, poi in serie C e infine è fallita. Credo che era proprio quello il momento di fare qualcosa per ridare lustro e speranza alla città”.

Chi l’ha convinta a prendere l’Ascoli?
“La spinta decisiva che mi ha convinto a fare questo passo me l’ha data il direttore Lovato. Mi disse che se prendevo l’Ascoli lui avrebbe lasciato il suo lavoro per seguirmi in questa avventura. Poi Marisa mi ha dato un importante supporto. A lei neanche piaceva il calcio, e invece adesso si sta appassionando a questo mondo. Qui dietro alla Cantina abbiamo un campo da calcio per giocare 7 contro 7 e lei ha iniziato a giocare alcune partite come portiere”.

Marisa come è stato quel famoso 6 febbraio quando vi siete aggiudicati l’asta per l’Ascoli?
“E’ stata un’emozione unica. L’intera giornata è stata davvero un qualcosa di speciale. Ma ora dietro a questo discorso abbiamo dovuto mettere tante responsabilità. Dobbiamo stare attenti a gestire tutta una serie di cose che girano intorno all’Ascoli”.

Presidente cosa ne pensa di come sta andando l’Ascoli? Quali giocatori le hanno fatto più impressione?
“La squadra sta andando davvero bene, abbiamo preso dei giocatori forti, quelli che ci aveva chiesto Mario Petrone. Comunque penso che il vero Ascoli si vedrà nella seconda metà del campionato. Nel girone di ritorno, considerando infortuni e squalifiche, la squadra che avrà i cambi migliori vincerà il campionato. Il giocatore che mi ha impressionato di più è l’ascolano Carpani. Mi ha colpito fin dal primo giorno in cui sono arrivato. Poi mi piace molto il centrale di difesa Mengoni. E’ un leader che sa aiutare i compagni di squadra nei momenti di difficoltà. Spero che resti con noi per tanti anni perchè avremo bisogno di lui”.

Avete in mente altri investimenti in cantiere?
“Per ora non ci sono nuovi progetti, l’ultimo è quello che riguarda l’apertura di una nuova società a Milano. Andiamo talmente veloci che se ci sparano non ci prendono. Scherzi a parte, mi preme molto risolvere due questioni importanti che riguardano il campo di allenamento e lo stadio. per gli allenamenti stiamo cercando di costruire un impianto nostro, perché adesso stiamo spendendo molti soldi per allenarci. Poi è importante effettuare la ristrutturazione dello stadio. Il prossimo anno scadrà l’agibilità della curva sud e rischiamo la chiusura del settore se non viene rimessa a nuovo. Adesso la situazione è pericolosa per i tifosi”.

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