Perché il Native Advertising è così efficace per fare lead generation e ottenere contatti davvero qualificati?
Le aziende hanno l’esigenza di trovare nuovi clienti e nel mondo del web la Lead Generation offre diverse opportunità interessanti. Parliamo di un’attività di marketing che garantisce ottimi risultati per quanto riguarda l’acquisizione di utenti profilati, che siano davvero interessati a determinati prodotti o servizi. Quella del Native è una forma di advertising che punta con decisione sullo storytelling e sul content marketing.
Il segreto è proprio quello che i contenuti Native si integrano perfettamente all’interno del contesto della lettura, apparendo naturali. Si intuisce facilmente tutte le potenzialità del Native, strategie che permettono di aumentare la qualità del traffico facendo leva su aspetti emozionali e creando aspettativa e bisogno nel lettore. Detto altrimenti, con le strategie Native si induce direttamente l’utente a cliccare autonomamente su contenuti che gli interessano.
Non casualmente, secondo diversi studi di settore citati da IAB Europe, i formati native possono generare fino al 18% in più di intenzione d’acquisto rispetto alla pubblicità display tradizionale, proprio grazie alla loro integrazione nel contesto editoriale.
Le 5 migliori agenzie Native advertising
Oggi, possiamo considerare il Native advertisting come una leva concreta per la lead generation perché intercetta le persone proprio mentre stanno leggendo i contenuti. Senza, quindi, costringerle a saltare in un’esperienza pubblicitaria invasiva. Logicamente, per avere successo queste strategie devono essere elaborate da professionisti e devono prevedere una coerenza di fondo tra messaggio, contesto editoriale e pagina di atterraggio. Per avere successo occorre però disporre su rete editoriale, targeting, ottimizzazione e controllo su creatività, form e consenso privacy. Vediamo ora la nostra top 5 delle migliori agenzie:
Taboola
Taboola è una società tecnologica attiva nel settore dell’advertising e presente a livello internazionale. Sviluppa soluzioni di Native advertising con contenuti posizionati su siti editoriali e piattaforme digitali. La piattaforma messa a disposizione degli utenti collega inserzionisti ed editori mediante contenuti sponsorizzati che appaiono come suggerimenti di lettura su numerosi siti di informazione. Quello di Taboola è un motore che aiuta editori e proprietà digitali a proporre contenuti rilevanti e realmente interessanti per il pubblico, creando nuove opportunità di engagement e monetizzazione. Uno dei punti di forza dell’azienda è quello di poter raggiungere milioni di utenti attivi ogni giorno mediante una rete globale e ramificata di publisher e migliaia di inserzionisti.
Content recommendation: un sistema che suggerisce contenuti agli utenti in base ai loro interessi e specifica che è una forma di native advertising perché “si integra” con il contenuto del sito.
Recommendation widgets: uno dei contesti tipici in cui si riconoscono le native ads.
Connessione advertiser–publisher sull’open web: partnership con i principali publisher e invita gli inserzionisti a lanciare campagne di native advertising su questi siti ad alto traffico.
AI e dati publisher per targeting e scala: AI alimentata da 17 anni di dati publisher per offrire ads “highly-targeted” e “scalable” orientati alla performance/ROI.
Scala di rete: piattaforma di content recommendation che lavora con 15.000+ advertisers e raggiunge 500M+ daily active users sui siti dei publisher.
Nativery
Si presenta come una piattaforma specializzata nel native advertising, sviluppata espressamente per la gestione di campagne orientate alle performance su un network di editori verificati. Nativery presenta la sua soluzione come una tecnologia proprietaria basata su algoritmo e progettata per distribuire contenuti sponsorizzati in contesti editoriali che risultino per quanto possibile coerenti e per migliorare i risultati delle campagne. La piattaforma Nativery si rivela essere la scelta perfetta per quegli inserzionisti che vogliono aumentare visibilità e traffico qualificato mediante formati nativi che siano integrati perfettamente nei siti dei publisher.
Piattaforma di native advertising che connette publisher e advertiser
Tecnologia proprietaria basata su algoritmi: grazie a tecnologia proprietaria e algoritmi sofisticati analizza e identifica i contenuti migliori.
Network “verified and reliable” e brand-safe: per gli inserzionisti afferma che, grazie al network verificato, i contenuti appaiono solo in contesti sicuri e coerenti con la comunicazione del brand.
Approccio performance-oriented con KPI espliciti: le performance sono una priorità e cita KPI come lead, vendite, download app, visualizzazioni.
Targeting per cluster di audience: piattaforma è possibile selezionare cluster di audience “maggiormente ricettive” e in target con la campagna
Across
Across è una digital solution company attiva nel settore del digital marketing con soluzioni personalizzate per clienti nazionali e internazionali. L’azienda dedica attenzione importante al Native advertising, descritto come un approccio pubblicitario che si integra perfettamente nei contenuti editoriali, coinvolgendo gli utenti senza per questo risultare invasivo. Across garantisce la creazione di contenuti che l’utente sceglie di leggere perché inseriti in modo coerente all’interno dei portali di informazione online. L’obiettivo delle strategie Native è quello di migliorare le performance delle campagne, migliorare la visibilità del brand e raggiungere il pubblico in modo naturale. Tra gli obiettivi indicati compaiono lead generation, brand awareness e traffico di qualità.
Il Native Advertising viene descritto come un approccio che “si fonde con il contenuto nativo” e coinvolge l’utente senza essere invasivo.
Obiettivi per cui il Native viene indicato come particolarmente efficace: Lead Generation, Brand Awareness e Traffico di qualità.
Il percorso è impostato come funnel “dalla scoperta alla conversione”
Dopo il click, l’utente viene reindirizzato su una landing page in stile editoriale (grafica e contenuti), che riproduce l’esperienza del portale
Vantaggi dichiarati della pubblicità nativa: alto coinvolgimento, maggiore credibilità attraverso contenuti di valore e versatilità/adattabilità su diverse piattaforme.
Ediscom
Ediscom è una digital company con anni di esperienza nelle soluzioni di marketing online, con un’impostazione orientata alla lead generation e alle campagne a performance. Nel Native Advertising propone attività integrate che uniscono strategia, distribuzione dei contenuti e monitoraggio, con l’obiettivo di generare traffico qualificato e contatti. Il native viene descritto come un formato cross device (testo, video o immagine) integrato nei contenuti che l’utente sta consultando, così da aumentare la visibilità di prodotti e servizi e stimolare azioni concrete, come la compilazione di un form.
Native performance: compilazione di un form su landing page dedicata, generando un lead passato al cliente.
Native brand: approfondimento dei punti di forza del brand e dei prodotti/servizi tramite pre-landing Ediscom o accesso diretto al sito del cliente.
Native blog/informativo: contenuti testuali e multimediali sui blog del circuito/network Ediscom con rimando a sito, blog o landing page del cliente.
Native brochure/volantino: invito a scoprire volantino o brochure del cliente tramite click sull’annuncio.
Video native: dopo il click viene mostrato un video promo dei prodotti/servizi in un ambiente native premium.
Outbrain
Outbrain è una piattaforma tecnologica internazionale specializzata nel native advertising e nella content discovery. Il suo obiettivo è quello di collegare inserzionisti ed editori mediante l’elaborazione di contenuti sponsorizzati che vengono integrati direttamente all’interno dei siti editoriali. Anche per Outbrain il Native advertising è considerato una forma di pubblicità che deve abbinarsi al contesto a cui appare, risultando così coerente con l’esperienza dell’utente che non dovrà interrompere la navigazione. Outbrain propone una piattaforma pensata per mettere in contatto brand e audience mediante raccomandazioni di contenuti sponsorizzati che appaiono all’interno dei siti di informazione e delle proprietà digitali partner.
Native advertising: gli annunci “matchano” look & feel del formato editoriale e si integrano in pagina in modo naturale
Content recommendations: contenuti suggeriti all’utente nella pagina che sta visitando, erogati tramite piattaforme di discovery come Outbrain
Piattaforma AI-based: distribuisce contenuti in base agli interessi, in modo non invasivo, su publisher premium dell’open web
Obiettivo conversioni: strumenti di conversion optimization + retargeting, con conversion tracking e reporting
Risorsa dedicata: guida “How to Convert Traffic Into Leads with Native Ads” (focus su campagne native orientate alla lead generation)
3 domande da fare a un’agenzia Native prima di iniziare
Come collegate i lead generati agli appuntamenti o alle vendite reali?
Che tipo di contenuti create: articoli informativi o pagine promozionali?
Quanto tempo passa in media tra il click e la compilazione del form?
Nel caso in cui l’agenzia non riuscisse a rispondere adeguatamente a queste domande, è probabile che stia lavorando solo sul volume e non sulla qualità dei contatti.
Quanto budget serve per le campagne Native advertising?
Non esiste una cifra che sia valida per tutti in qualsiasi contesto. Per stabilire il budget da dedicare una strategia Native è importante considerare una vasta gamma di fattori che includono il settore di riferimento, la competitività dell’offerta e il livello di qualifica richiesto. Un contatto “interessato” in modo generico, ad esempio, richiederà un investimento inferiore rispetto a una richiesta di preventivo dettagliata o a un lead B2B con requisiti precisi.
Il consiglio è sempre quello di avere ben chiari quelli che sono i propri obiettivi, ovvero quanti contatti si intende raggiungere in un mese e con quale livello di qualità. A questo punto si potrà ragionare anche sul volume di traffico necessario, tenendo sempre conto che una parte degli utenti che atterrano sulla pagina dopo il click non compilerà il form. Per rendere al meglio, pertanto, le piattaforme di Native advertising devono disporre di un numero sufficiente di dati per capire su cosa puntare e su cosa escludere.
Quali obiettivi si possono ottenere con una strategia Native (oltre alle lead)?
Perché il Native genera lead più qualificati. Uno dei motivi per cui il Native è perfetto per la lead generation è legato al contesto. Gli utenti non arrivano mai da una ricerca frettolosa o da un banner, ma da un contenuto che hanno deciso di leggere. Ciò significa che hanno già dedicato tempo e attenzione al tema e, quando arrivano sulla landing, hanno anche una consapevolezza maggiore rispetto a chi clicca su un annuncio puramente promozionale.
Una campagna Native di successo non serve unicamente a raccogliere contatti. Deve, infatti, anche servire a costruire fiducia e a lavorare sull’utente in vista della conversione. Il contesto ideale è quello di prodotti o servizi che richiedono un minimo di spiegazione. Le aziende dovrebbero scegliere strategie Native quando vogliono guidare le persone da una curiosità iniziale a una scelta consapevole, evitando che arrivino sulla landing senza le adeguate informazioni.
Per questo motivo le strategie Native vengono spesso inserite in strategie dove l’obiettivo non è solo il volume di lead, ma anche la qualità: aumentare visite a pagine specifiche, promuovere offerte complesse e così via. Altro obiettivo del Native è quello di costruire un percorso piuttosto che puntare tutto su un unico click. Per farlo, è possibile accompagnare l’utente con contenuti differenti. Si tratta di contenuti pensati per rispondere ai dubbi più frequenti, facendo così maturare la decisione con naturalezza. In questo modo, il Native diventa anche un modo per rafforzare la percezione del brand.
FAQ
Che cosa si intende per Native advertising? Si tratta di una forma di pubblicità che si presenta come un contenuto coerente con il contesto editoriale in cui appare. L’obiettivo è far percepire per quanto possibile l’annuncio come “naturale” nella lettura.
Perché il Native viene usato spesso per la lead generation? Perché le strategie Native riescono a intercettare le persone mentre stanno leggendo. E le portano gradualmente verso una landing page e un form da compilare con i propri dati.
Che differenza c’è tra Native e pubblicità “classica”? A fare la differenza è soprattutto l’esperienza. Con le strategie Native, infatti, l’utente decide di cliccare perché effettivamente interessato dai contenuti dell’articolo. Viceversa, con le pubblicità tradizionali le interruzioni pubblicitarie risultano evidenti.
Su quali siti si vedono di solito le campagne Native? Di solito su portali di informazione e magazine online. Qui i contenuti sponsorizzati vengono inseriti in spazi dedicati e integrati nella fruizione della pagina.
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