venerdì, Giugno 14, 2024
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Chiara Ferragni: l’inchiesta de L’Espresso la inchioda. Ecco la verità sconcertante che è emersa adesso!

Chiara Ferragni sembra non riuscire a rialzarsi, giorno dopo giorno, nonostante i suoi sforzi disperati. Le sue azioni sembrano affondarla sempre di più, lasciando un’impressione di declino imminente.

L’inchiesta condotta dal prestigioso giornale L’Espresso ha svelato nuovi dettagli scioccanti sulla vita di Chiara Ferragni. Quell’impero tutto rosa e fiori (e occhietti) dell’influencer nasconde segreti oscuri e poco trasparenti. Le sue aziende, che sembrano reggere su un’intricata rete di società e azionariato, sono ora sotto i riflettori.

Secondo L’Espresso, Chiara Ferragni gestisce un impero dove la trasparenza è assente, con partner dubbi e dipendenti sotto pagati. La copertina del giornale mostra un’immagine di Chiara trasformata in un clown, un impatto visivo che ha scosso gli utenti del web. La foto modificata è diventata virale, dividendo il pubblico tra sostenitori che condannano la pubblicazione e oppositori che guardano con interesse interrogativo al futuro dell’influencer. È questa la fine imminente del suo impero?

Cos’ha scoperto L’Espresso su Chiara Ferragni

L’atteso articolo de L’Espresso, in uscita oggi 8 marzo 2024, ha già fatto parlare di sé grazie alla sua copertina virale, che ritrae Chiara Ferragni come un pagliaccio secondo il noto settimanale. L’editoriale mette in luce un intricato intreccio di società, soci dell’influencer e scambi di azioni, suscitando l’attenzione critica della rete non tanto per le indagini in corso, ma per l’immagine di copertina considerata sia potente che spregiudicata da alcuni.

La situazione delle aziende di Chiara Ferragni è oggetto di revisioni da parte della Guardia di Finanza di Milano, mentre la Procura sta svolgendo indagini su presunte frodi aggravate da parte dell’influencer. Emergono chiaramente alcune problematiche nell’approccio legale e professionale della Ferragni e dei suoi collaboratori, tra cui il coinvolgimento di Fabio Maria Damato, indagato per concorso in truffa aggravata insieme a lei.

Cosa non torna dalle dichiarazioni di Chiara Ferragni

Come è noto, i collaboratori di Chiara Ferragni sono stati la causa di conflitti tra lei e suo marito Fedez, che avrebbe richiesto il licenziamento immediato di Damato, senza però ottenere soddisfazione. Per quanto riguarda le finanze dell’influencer di Cremona, L’Espresso ha condotto un’inchiesta incredibile e ha pubblicato alcuni dati sulle società direttamente collegate a Chiara. In particolare, si è analizzato quanto venga speso per i dipendenti dell’influencer.

Chiara ha sempre parlato dei quasi 50 dipendenti della sua azienda, nata dal nulla grazie alla sua intuizione e al suo impegno. Ma quanto vengono retribuiti? Secondo L’Espresso, la società più attiva di Chiara Ferragni è la Tbs Crew, che gestisce il magazine The Blonde Salad e agisce come agenzia di talenti e consulenza per strategie di digital marketing.

Secondo il giornale, ci sono 16 dipendenti che hanno generato un fatturato di 14,5 milioni di euro nel 2022 e utili per 5,1 milioni, con un costo di soli 67mila euro per dipendente (Tfr e contributi inclusi). Chiara e Fabio, il suo manager, incassano circa 320mila euro all’anno solo per la Tbs.

È difficile fare calcoli precisi, ma si stima che i dipendenti possano guadagnare circa 2500 euro netti al mese per 13 mensilità o 2300 euro netti per 14 mensilità. Senza dubbio, cifre interessanti! Naturalmente, queste cifre non possono essere confermate pienamente, poiché non si conosce l’importo dei benefici aziendali nel calcolo complessivo.

Dove sono finiti i soldi?

Nel corso del 2021, Chiara Ferragni ha assunto il controllo totale dell’azienda Tbs Crew, cedendo poi tutte le quote ad un’altra società chiamata Sisterhood, che ora funge da holding. Secondo quanto riportato da L’Espresso, i dipendenti di questa società sono solo due e il loro costo ammonta a 15 mila euro ciascuno, un importo definibile quasi come “una miseria”.

La ragione di questa definizione risiede nel fatto che la valutazione di Tbs Crew è di 1,7 milioni di euro, mentre il trasferimento di quote alla Sisterhood è stato di soli 10 mila euro. Questo dettaglio emerge anche dal verbale dell’assemblea, che sottolinea la possibilità di aumentare il capitale sociale mediante il trasferimento di crediti, una pratica talvolta utilizzata per eliminare crediti difficilmente recuperabili dal bilancio. Tuttavia, sembra che in questo caso la situazione non sia così semplice.

Fenice Srl rappresenta invece la terza azienda legata a Chiara Ferragni, responsabile della gestione del suo marchio e delle royalties dell’influencer. Al momento non sono disponibili informazioni sui compensi dei dipendenti di questa società. In conclusione, sembrano essere tempi difficili per la celebre influencer di Cremona, la quale potrebbe non riuscire ad uscire facilmente da questa situazione complicata.

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