domenica, Luglio 14, 2024
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Perdere tempo? Fa bene alla creatività!

Esiste un’arte nobile, quella di perdere tempo, che molti considerano futile e inutile. Tuttavia, i veri intenditori sanno che scarabocchiare, navigare sui social media o perdersi nel guardare il cielo, può essere fonte di ispirazione e creatività.

Joseph Conrad, celebre scrittore, si trovava spesso a dover giustificare alla moglie il suo sguardo fisso fuori dalla finestra, quando in realtà stava lavorando. Ma non solo gli autori sono in grado di apprezzare i benefici del “cazzeggiare”, come lo definiscono molti.

Srini Pillay, il noto neuropsichiatra dell’Università di Harvard, ha dedicato un saggio al potere del perdere tempo, dimostrando che tutti possono trasformare i momenti di svago in momenti di alta prestazione intellettuale. Un appassionato elogio, basato sulla rigorosa scienza, della bellezza di perdersi in attività inutili.

L’arte del cazzeggio: i dati per le aziende

Non sempre la concentrazione è la chiave per risolvere i problemi più complessi. Nonostante questa sia la linea di pensiero predominante, esistono altri approcci che mettono in discussione l’importanza della focalizzazione totale su un’unica attività.

Molte aziende criticano la disattenzione sul posto di lavoro, poiché ritengono che le distrazioni e il tempo sprecato rappresentino una perdita economica significativa. Secondo alcuni studi, l’impatto economico delle distrazioni negli Stati Uniti si aggira intorno ai 600 miliardi di dollari all’anno.

Tuttavia, il neuropsichiatra Srini Pillay è pronto a sfidare questo punto di vista: la concentrazione selettiva potrebbe non essere la soluzione migliore per massimizzare la produttività. Anzi, è possibile che limiti la capacità di risolvere problemi complessi e trovare soluzioni innovative.

L’esperimento del “Gorilla invisibile”

Immagina di essere immerso in un’esperienza visiva coinvolgente, come un emozionante incontro di basket. Ti viene chiesto di contare i passaggi palla di una delle due squadre, e ti concentri al massimo per non perdere un solo dettaglio. Ma mentre ti concentri sulla tua missione, un’incredibile sorpresa ti sfugge di mano. Un misterioso uomo mascherato da gorilla irrompe sul campo, ballando e saltellando tra i giocatori, ma tu non te ne accorgi. Sembra impossibile, ma è proprio così: la tua concentrazione ti ha fatto perdere di vista un’incredibile apparizione.

E questa non è l’unica volta che la concentrazione può giocare brutti scherzi. Una ricerca dell’Università Xavier (Ohio) ha dimostrato che l’uso eccessivo di Internet può portare alla tendenza a rimandare i compiti importanti, con conseguenze disastrose sulle performance scolastiche. Sebbene il web possa sembrare un’infinita fonte di informazioni e divertimento, la sua presenza costante può diventare un vero e proprio ladro di tempo, rubando preziosi momenti che potrebbero essere dedicati ad attività più produttive. E così, senza neanche accorgertene, il tuo tempo e la tua attenzione vengono sprecati, lasciando poco spazio per la concentrazione sui veri obiettivi della vita.

Nonostante ciò, la vita è piena di contraddizioni, e la scienza spesso ne è la prova vivente. Ad esempio, si è scoperto che non esiste alcuna correlazione diretta tra procrastinazione e successo accademico: chi trascorre più tempo online tende a cazzeggiare di più, ma questo non sembra influire sulla media dei voti. Uno studio “pro cazzeggio” condotto dall’Università di Hiroshima ha dimostrato la veridicità di tale affermazione.

I ricercatori hanno scoperto che guardare immagini di animali e bambini graziosi sul computer può aumentare la capacità di concentrarsi sui compiti assegnati e di portarli a termine con successo. Sì, hai letto bene: le immagini di soggetti kawaii (“carini”) possono suscitare emozioni positive che aiutano a rimanere focalizzati e produttivi.

Così, anche se sembra che distrarsi possa far perdere tempo prezioso, in realtà può portare a riflessioni di maggiore qualità e a risultati migliori. La vita è piena di sorprese, e spesso le soluzioni più efficaci si nascondono in luoghi inaspettati.

Il perdere tempo ci fa trovare soluzioni

Immagina di essere bloccato davanti a un problema apparentemente insormontabile. Ti sforzi di trovare una soluzione, ma ogni tentativo sembra essere vano. Frustrato, decidi di staccare la spina e di fare qualcosa di completamente diverso: una passeggiata, una corsa, una doccia. E poi, improvvisamente, la risposta giusta si presenta davanti a te come per magia.

Ma come è possibile? Secondo Matteo Motterlini, docente di Filosofia della scienza all’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, questo fenomeno è più comune di quanto si pensi. Quando siamo in uno stato di rilassamento, l’emisfero sinistro del nostro cervello, che solitamente cerca soluzioni in modo analitico e coscienzioso, si mette in stand-by. In questo modo, l’emisfero destro ha la possibilità di prendere il sopravvento e di attivare una specifica area cerebrale: il giro superiore temporale anteriore, una piega di tessuto situata sopra l’orecchio. Quest’area si attiva pochi secondi prima della “rivelazione” della nuova idea, creando il collegamento che mancava. In questo stato di mente, la lampadina si accende e tutto diventa più chiaro.

Immagina di guidare lungo una strada deserta, la mente vagando distrattamente tra i tuoi esperimenti di chimica. Improvvisamente, come un lampo di luce, un’immagine a colori si materializza davanti ai tuoi occhi: le catene del Dna. È esattamente ciò che è successo al biochimico Kary Mullis, che qualche anno dopo ha vinto il premio Nobel grazie a quell’illuminazione improvvisa.

Ma non è solo durante i momenti di relax che l’ispirazione può colpire. Anche alzarsi spesso dal posto di lavoro e gironzolare per l’ufficio può aiutare a rinvigorire la mente e a generare idee brillanti. Le aziende come 3M, Pixar e Google hanno capito l’importanza di creare spazi architettonici che incoraggiano il contatto tra persone di diverse competenze, per scatenare scintille creative. Queste strategie sono raccolte nel saggio La psicoeconomia di Charlie Brown, scritto dallo stesso Matteo Motterlini. E così, non sentirsi in colpa per una pausa caffè potrebbe essere la scelta giusta: davanti alla macchinetta potreste incontrare qualcuno che vi darà l’ispirazione di cui avete bisogno per il lavoro.

Il perdere tempo può essere produttivo

Guarda attorno a te: hai mai notato quel collega di scrivania che ogni tanto sembra parlare da solo? Non è pazzo, anzi. Alcuni studi dimostrano che il self-talk, il dialogo interiore, può essere un’ottima strategia per ridurre lo stress. Ma c’è di più. Secondo il dottor Pillay, una tecnica per rendere produttivo il cazzeggio è quella della dissociazione. Come si fa? Scegliendo di essere un altro, un personaggio diverso da te. Puoi immaginarti uno chef, un velista, un professore d’informatica, chiunque tu voglia. In questo modo, puoi osservare la vita da un punto di vista estraneo ai tuoi schemi abituali.

Immaginare di essere qualcun altro stimola le regioni del cervello coinvolte nel processo creativo, compreso il Dmn. E il modo migliore per cazzeggiare con profitto è fantasticare, ma facendolo in maniera volontaria e consapevole. «Scambiarsi bizzarre ipotesi sul futuro o su come affrontare possibili scenari», spiega Pillay, «è un modo giocoso di utilizzare l’immaginazione, che potenzia l’abilità di concepire soluzioni per problemi già noti». Non c’è limite alla fantasia, dall’immaginare di conquistare la persona più carina del quartiere alla visione di una performance sportiva senza precedenti. Ma osare è ancora meglio. Puoi immaginare di pronunciare il discorso di ringraziamento come presidente degli Stati Uniti, mentre la sala risuona di una fragorosa standing ovation.

Sì, il cazzeggio può portare a grandi cose.

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