sabato, Maggio 25, 2024
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Selvaggia Lucarelli racconta la verità sulla raccolta fondi per Giulia Tramontano: la famiglia farà chiarezza?

Da diverso tempo la giornalista Selvaggia Lucarelli si sta impegnando nella ricerca di raccolte fondi che puzzano di bruciato.

Nel mirino della spietata giornalista c’è finita la raccolta fondi per Giulia Tramontano, la ragazza di 29 anni uccisa dal compagno al settimo mese di gravidanza.

L’indagine della Lucarelli è partita dopo che è stato aumentato l’obiettivo economico da raggiungere, che è passato da 10mila euro a 15mila. In appena due giorni la cifra è stata quasi raggiunta.

Ma ad allarmare la Lucarelli sarebbe stato un altro particolare. Ecco cosa non torna nella raccolta fondi.

Selvaggia Lucarelli: la raccolta per coprire le spese legali

La raccolta avviata su Gofundme specificava che le somme raccolte sarebbero state destinate in “minor parte all’Associazione Penelope, che ha curato il caso, e il rimanente sarà destinato alla famiglia di Giulia per coprire le ingenti spese causate da questa tragedia”. Tuttavia, adesso c’è scritto che “Il ricavato verrà destinato alla famiglia di Giulia per coprire le ingenti spese causate da questa tragedia”.

La giornalista quindi si è chiesta: “Si è trasformata solo in una raccolta destinata alla famiglia di Giulia per coprire le ingenti spese. E chi aveva già donato?”. Ma non solo.

Infatti, la Lucarelli fa notare: “Ma soprattutto, visto che la raccolta va bene è stato cambiato anche l’obiettivo economico da 10.000 a 15.000. Le ingenti spese della famiglia? La famiglia spieghi quali sono queste sue esigenze economiche perché questa raccolta promossa dalla sorella della vittima è di pessimo gusto”.

La giornalista ha, inoltre, fatto una riflessione sul fatto che sia “di pessimo gusto che la sorella abbia chiuso i commenti (sotto al post nel quale pubblicizzava la raccolta fondi sul suo profilo Instagram), mentre la gente chiedeva chiarezza”.

Selvaggia ha, poi, continuato: “Io vedo da lei postati viaggi in Lapponia, in Grecia, a Zanzibar, non mi sembra una famiglia in una situazione di indigenza. E aggiungo: perché le famiglie di vittime note alle cronache dovrebbero ricevere aiuti economici?”.

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